Dove sono le ong ora che hanno bisogno gli italiani?1!”. È questa, anche se spesso formulata in modo più sgrammaticato, la domanda che sovranisti d’accatto e anche noti personaggi televisivi hanno formulato in questi giorni di drammatica emergenza sanitaria nazionale. La risposta a Bruno Vespa, che ha sollevato il tema con un video diffamatorio, e agli altri che hanno posto il quesito sui social, è semplice: le ong sono impegnate sul campo nel fronteggiare l’emergenza. Semplicemente non lo fanno a favore di telecamere, come invece succede ai leader politici cui fanno riferimento i polemici.

Ong in prima fila: ecco cosa fanno

In molti, in questi giorni, hanno sottolineato come le tanto odiate ong siano improvvisamente tornate utili ai dirigenti leghisti che le hanno criminalizzate e osteggiate. Poiché i principali focolai in Italia sono concentrati proprio in territori amministrati dalla Lega, l’aiuto offerto dalle organizzazioni non governative, ma anche da Stati comunisti come Cuba, viene accolto a braccia aperte, dimenticandosi di colpo gli slogan sulla presunta autosufficienza e sull’orgoglio nazionalista.

Dall’ordinario lavoro nel servizio sanitario nazionale, dove svolgono le loro mansioni prima di prendersi una “vacanza” a bordo di una nave che salva migranti, al supporto in favore delle persone più fragili ed escluse dai diritti, come i senzatetto e i migranti, dall’organizzazione di aiuti per gli anziani o gli immunodepressi a servizi di pronto soccorso telefonico. Fino a prestare le proprie competenze maturate in contesti analoghi, come l’epidemia di Ebola in Sierra Leone.
Sono queste le molteplici attività in cui sono impegnate le ong in Italia in questi giorni.
Per rendere ancora più chiaro il concetto, vi raccontiamo uno a uno l’impegno di ciascuna ong in questo momento.

Medici Senza Frontiere operativa nel primo focolaio

Medici Senza Frontiere è sul campo fin dal 9 marzo nel territorio del primo focolaio registratosi in Italia, il lodigiano. L’ong ha risposto subito alla richiesta della Regione Lombardia di intervenire in aiuto dell’Asl e un team è partito per Codogno. Nel lodigiano sono operativi 25 operatori, tra medici, infermieri, logisti ed esperti nel controllo delle infezioni, ma “tutti i nostri operatori che non sono impegnati in missioni all’estero – ha spiegato la presidente Claudia Lodesani – stanno dando il loro contributo in Italia, mettendosi a disposizione delle aziende sanitarie del territorio”.

Emergency: il know how maturato in Sierra Leone

Sarà Emergency a gestire direttamente il reparto di Terapia intensiva e sub-intensiva nel nuovo ospedale che gli alpini stanno realizzando alla Fiera di Bergamo e che dovrebbe essere operativo la prossima settimana. Il team di Emergency sarà composto da circa 20 persone tra medici, infermieri, fisioterapisti e logisti: “Stiamo mettendo in campo le nostre esperienze maturate in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola – spiega Rossella Miccio, presidente di Emergency – Per farlo abbiamo richiamato alcuni dei nostri colleghi che lavoravano all’estero: stiamo cercando di fare la nostra parte in un momento così delicato per l’Italia”.

“Abbiamo proposto una riorganizzazione efficace degli spazi e dei flussi, per ridurre il più possibile le possibilità di contagio – ha proseguito Miccio – Ogni dettaglio della struttura è essenziale per contenerlo: è fondamentale che ogni area sia compartimentalizzata, che i luoghi di vestizione/svestizione siano ben definiti, che il movimento delle persone sia pensato e studiato in anticipo”.
Oltre a ciò, Emergency sta utilizzando i propri ambulatori già presenti in Italia per assistere e monitorare le fasce più deboli della popolazione, soprattutto quelle che non hanno una casa o sono escluse dall’assistenza medica.

ASCOLTA LE PAROLE DI ROSSELLA MICCIO:

Mediterranea: il pronto soccorso psicologico

Una sorta di pronto soccorso telefonico, sia medico che psicologico, per avere informazioni, chiarimenti e risposte che non sempre i canali istituzionali riescono a fornire. È il servizio che il Laboratorio di Salute Popolare di Làbas e Mediterranea Saving Humans ha attivato per dare il proprio contributo in questa situazione di emergenza e di isolamento. “Il servizio è rivolto a chi in questo momento è privo di reti sociali, come gli anziani a casa da soli – spiega ai nostri microfoni Stefano Caselli, coordinatore sanitario di Mediterranea – ma abbiamo pensato anche ai migranti che sono disorientati e non riescono a capire bene quanto sta succedendo”.

Come per Emergency, anche il personale sanitario di Mediterranea è spesso già impegnato nel servizio sanitario nazionale, svolgendo il proprio lavoro in questa situazione di emergenza.
Tra gli esponenti della piattaforma c’è anche Fabrizio Gatti, 57 anni, volontario della Croce Bianca di Brescia, che in questi giorni sta guidando un’ambulanza in uno dei contesti più critici del contagio lombardo.

ASCOLTA LE PAROLE DI STEFANO CASELLI:

Action Aid: la piattaforma comunitaria

Anche Action Aid è impegnata nel fronteggiare l’emergenza in corso. Non avendo specifiche competenze mediche, il suo contributo è incentrato nel campo sociale, nel contrasto delle diseguaglianze e nel supporto a chi ha bisogno. Action Aid, infatti, ha promosso una piattaforma comunitaria dei bisogni, COVID19Italia.help, una vera e propria mappa delle iniziative di solidarietà che stanno nascendo giorno dopo giorno, che allo stesso tempo permette di accedere e diffondere informazioni, dati e notizie utili.

Ad esempio, nella sezione Segnalazioni della piattaforma è possibile trovare in continuo aggiornamento le raccolte fondi, i servizi e le iniziative solidali, le commissioni e le consegne a domicilio di spesa, farmaci e altro, e di supporti psicologici e legali attivati su tutto il territorio nazionale per informare le persone secondo i loro bisogni. Mappati anche i servizi per i più piccoli, come consegne di libri per l’infanzia, la possibilità di ascoltare storie via telefono.

Un altro impegno riguarda il contrasto alla violenza di genere che “sappiamo essere un’emergenza nell’emergenza”, spiega ai nostri microfoni Sara Vegni di Action Aid.
In particolare l’ong sta aprendo un fondo con risorse che andranno a sostegno dei centri antiviolenza presenti sul territorio.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SARA VEGNI: