Il Comune di Bologna dà il via libera alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero tra persone dello stesso sesso. Il sindaco Merola parla di “un importante principio di libertà e di giustizia”, ma il consigliere Pd Zacchiroli frena: “Bene il passo simbolico, ora servono i contenuti”.

Con la direttiva emanata nella giornata di ieri dal sindaco Virginio Merola, i matrimoni celebrati all’estero tra cittadini dello stesso sesso (entrambi cittadini italiani o tra un cittadino italiano e un cittadino straniero) potranno essere trascritti nei registri di stato civile del Comune di Bologna, a partire dal prossimo 15 settembre 2014. Trascrizione che avverrà anche per tutti i matrimoni celebrati prima di quella data.

Virginio Merola si dice orgoglioso della decisione del Comune e si augura “che questa nostra scelta possa contribuire alla creazione di una maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica tanto quanto nel nostro Parlamento in merito alla necessità di approvare al più presto una legge nazionale che estenda i diritti dei coniugi alle unioni civili fra persone dello stesso sesso. In attesa di questo passo, ormai compiuto nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, con la trascrizione nei registri Bologna afferma oggi un importante principio di libertà e di giustizia. Andiamone orgoliosi”.

Più pragmatico è il consigliere comunale del Pd Benedetto Zacchiroli, che apprezza il provvedimento adottato, ma si aspetta che da esso derivino effetti concreti: “Va bene il primo passo simbolico, ma spererei che venisse dato anche un contenuto a questa possibilità. Non basta solo il simbolo“. “Vorrei capire quali sono gli effetti giuridici totali – continua Zacchiroli – Io ad esempio avevo portato in Consiglio comunale due esempi: il fatto che questo potesse permettere alle coppie omogenitoriali di non dover più scrivere la delega per il genitore elettivo per il ritiro del figlio da scuola, oppure la possibilità di accedere all’elettorato passivo per quanto riguarda le istituzioni intrascolastiche”.

“È chiaro che se fai solo un atto simbolico rimane solo un atto in sé, o ci sono effettivi cambiamenti oppure non serve a niente – dice ancora più esplicitamente il consigliere, il quale, renziano della prima ora, si aspetta passi in avanti dal Governo in materia di diritti civili – Io aspetto la legge annunciata del premier Renzi, il percorso dovrebbe iniziare a settembre e aspetterei quella. Anche da un punto di vista lgbt andare avanti a simboli è carino, però dopo un po’ basta. Di simboli non si mangia, c’è bisogno di cose effettive“.

Andrea Perolino