La marea transfemminista non si ferma, e in occasione del 1 maggio invita tutte e tutti a prendere parte a una giornata di mobilitazione transnazionale. Dal Cile al Kurdistan, passando per l’Italia, il movimento femminista oggi tornerà a farsi sentire e ad aprire nuovi spazi di discussione per costruire immaginari adatti alla realtà che stiamo vivendo. L’invito è ad armarsi di pentole, strumenti musicali e voci, e alle 18 unirsi al ruidazos (rumore) transfemminista.

1 maggio: gli appuntamenti di Non Una Di Meno

Non Una Di Meno Bologna si unirà a questo grido, insieme a tutte le persone che prenderanno parte all’assemblea pubblica virtuale chiamata per oggi alle 15.30. Per partecipare sarà sufficiente connettersi al meeting su Zoom (ID: 867-1980-3931) o seguire la diretta Facebook sulla pagina di Non Una Di Meno Bologna.

In occasione del 1 maggio, Non Una Di Meno Bologna è tornata ad occupare le frequenze di Radio Città Fujiko, per parlare del processo transnazionale da cui è nata la mobilitazione di oggi, ma soprattutto delle molte battaglie che in questa crisi hanno assunto un nuovo significato e sempre più urgenza. All’interno di questa mezz’ora di Frequenze TransFemministe si è parlato di lavoro salariato e lavoro riproduttivo e del loro intreccio, della connotazione di genere di questa emergenza e di tutte le contraddizioni di un sistema di welfare fondato sulla famiglia tradizionale. Non stupisce che il governo Conte, che d’altronde appena un anno fa governava insieme a personaggi del calibro di Fontana e Pillon, si faccia promotore della famiglia tradizionale e dell’italianità come colonne portanti della nostra società. Ma così come un anno fa Non Una Di Meno attraversava le strade di Verona per rifiutare questo modello, così oggi il femminismo si riorganizza per offrire una visione diversa di questa emergenza.

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