Se oggi pensiamo alla musica napoletana, i primi a venirci in mente sono i cantanti neo-melodici e artisti come Pino Daniele e Gigi D’Alessio. La tradizione musicale del capoluogo campano non si limita però a questi nomi e vanta una lunga storia legata soprattutto al canto lirico. Sono infatti napoletani alcuni dei cantanti lirici più celebri di ieri e di oggi, mentre le stelle di domani trovano nella città una scuola d’eccezione: il teatro San Carlo.

Il teatro San Carlo

Gli appassionati di lirica lo sanno: il teatro San Carlo di Napoli non ha nulla a invidiare ad altri celebri palcoscenici come La Scala di Milano, La Fenice di Venezia o l’Arena di Verona. Anzi, per molti il teatro San Carlo è uno dei più importanti in Europa e nei secoli questo ha visto passare sul suo palco e tra i suoi banchi di scuola alcuni dei talenti più celebri a livello internazionale. Costruito nel 1737, il teatro ospita fino a 1386 spettatori e la sua struttura interna venne utilizzata negli anni come base per la costruzione di alcuni dei più maestosi teatri europei. Fin da subito il teatro ospitò produzione di opere liriche messe in scena da alcuni dei migliori cantanti provenienti da Napoli e presto attirò l’attenzione di talenti internazionali come Mozart e Händel.

A inizio Ottocento, il teatro fu diretto da Rossini per poi passare sotto la supervisione di Donizetti. Le produzioni del teatro dovettero rallentare e poi fermarsi a causa dei due conflitti mondiali, ma il San Carlo fu il primo teatro d’Italia a riaprire alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi, dopo alcune ristrutturazioni, il teatro continua a produrre le opere dei più celebri compositori e, come spiegato nella pagina ufficiale teatrosancarlo.it/it/pages/orchestra-academy-teatro-san-carlo, offre corsi di canto e formazione orchestrale per grandi e piccini.



Caruso e gli altri grandi cantanti napoletani

Con la presenza di un teatro come il San Carlo, che nei secoli ha offerto una formazione di alto livello, non stupisce scoprire che molti dei grandi tenori e cantanti lirici italiani del passato fossero originari di Napoli. Tra questi, il più celebre di tutti è sicuramente Enrico Caruso, il cui talento e la cui fama lo portarono a calcare i palcoscenici più importanti di tutto il mondo partendo da quello del Cairo, dopo il debutto a Napoli e Salerno, fino a New York. Anche se la carriera di Caruso fu quasi sempre itinerante, il cantante era particolarmente legato al teatro San Carlo della natia Napoli, ultimo palcoscenico italiano su cui si esibì, e alle tradizioni della sua terra tanto che, dopo aver inciso alcune delle arie liriche più celebri, produsse anche un disco di canzoni napoletane. Gli appassionati di lirica possono ancora oggi inoltre visitare il Museo dedicato a Caruso presso Villa Caruso, edificio che per qualche anno fu di proprietà del tenore, e che, come spiegato nella pagina villacaruso.it/it/contatti/, vista la sua distanza da grandi centri abitati, è raggiungibile solo via automobile di proprietà, noleggiando un mezzo nelle principali città italiane come Napoli, Roma o Firenze o su portali online come Offertenoleggioauto.it/italia/napoli/ e sixt.it/autonoleggio/italia/roma, o approfittando di servizi di car sharing come blablacar.it/search-car-sharing.

La tradizione tenorile napoletana non si limita però a Caruso. Vanno ricordati infatti nomi come Fernando de Lucia, che, come Caruso, si esibì in tournée in tutto il mondo raggiungendo perfino l’Argentina ed ebbe un ruolo di spicco nella messa in scena della Cavalleria Rusticana al San Carlo di Napoli. La città vanta anche una folta schiera di sopranisti, cioè uomini castrati in grado di raggiungere le note di solito cantate dai soprani. Nacquero o vissero per lungo tempo a Napoli nel XVIII secolo castrati secondi solo a Farinelli come Giuseppe Millico, celebre per essere stato l’insegnante della moglie di Horatio Nelson, Girolamo Crescentini, che trovò successo a Napoli dopo un fallimentare inizio di carriera a Londra, il Caffarelli, che tra gli allievi ebbe proprio il Farinelli, e Matteo Sassano, che lavorò al servizio dell’Imperatore d’ Austria Giuseppe II.

Non solo uomini: le celebri cantanti d’opera napoletane

Se i nomi più celebri della lirica napoletana sono uomini, la città ha dato i natali o ha accolto anche alcune delle donne più talentuose del mondo della lirica. Il grande pubblico è solito associare al mondo della lirica femminile il ruolo di soprano, ma se sono molti i soprani di origini napoletane come Elvira Colonnese, Elena Mauti Nunziata e la discussa Irma Capece Minutolo, alcune delle cantanti partenopee più celebri erano contralti e mezzosoprani. Tra queste, spicca Carolina Bassi, detta La Napoletana, attiva tra la seconda metà del XVIII secolo e la prima metà del XIX e, come i suoi colleghi uomini, cantò in alcuni dei teatri più celebri del mondo. Altro celebre contralto e mezzosoprano fu Anna Mombelli, che, come la Bassi, calcò i palcoscenici tra fine Settecento e inizio Ottocento, ed era figlia d’arte: il padre era infatti Domenico Mombelli, celebre tenore e compositore. Anna non era l’unica figlia di Domenico a vantare ottime doti canore: anche Ester, la sorella maggiore, fu un mezzosoprano napoletano che iniziò la propria carriera a Lisbona e apparve anche sui palcoscenici parigini e veneziani.

Altro mezzosoprano coevo delle sorelle Mombelli e di Carolina Bassi fu Luigia Polzelli, celebre, più che per le sue doti canore, per la sua relazione fuori dal matrimonio col compositore Haydn. Secondo alcuni pettegolezzi, Haydn modificò alcune sue opere per adattarle meglio alla voce della sua amante, mossa che fece storcere il naso a molti. Mezzosoprano napoletano del XX secolo, considerata una delle voci più belle della sua generazione, fu Ebe Stignani, la cui estensione vocale le permetteva di interpretare anche ruoli da contralto o da soprano drammatico. Nata a Napoli nel 1903, la Stignani debuttò presso il teatro San Carlo e lavorò con artisti di calibro internazionale come Maria Callas e Beniamino Gigli. Amatissima in vita, la Stignani non è dimenticata ancora oggi a quasi quarant’anni dalla sua scomparsa: sono a lei dedicati teatri comunali, sale e il Concorso Lirico Internazionale Ebe Stignani che, come raccontato sulla pagina stignani.eu/it/competition-it/#competition-info, ha luogo a Imola e offre come primo premio 3.000 euro e la possibilità di cantare presso festival e teatri d’opera europei.

Non tutti amano l’opera lirica, ma è innegabile la grande importanza che questo genere musicale ha avuto nel passato e grande ruolo che ha nell’esportare all’estero i grandi talenti italiani. Tra le città del nostro Paese, Napoli spicca per la qualità dei suoi cantanti sia uomini che donne, capaci di interpretare i ruoli più disparati, e per la presenza del teatro San Carlo che da quasi trecento anni offre spettacoli di alta qualità e una scuola di formazione per i cantanti e i musicisti di domani.