L’appello della comunità senegalese di Firenze dopo la strage di un neonazista vicino a Casa Pound. Uccisi due migranti, feriti altri tre. Questo pomeriggio manifestazione cittadina. Sabato manifestazione nazionale.

Si chiamava Gianluca Casseri, era un simpatizzante di Casa Pound a Pistoia. Sicuramente un neonazista e il suo gesto lo conferma.
Verso mezzogiorno di ieri si è recato in due diversi mercati rionali del capoluogo toscano e, armato di pistola, ha sparato contro alcuni ragazzi senegalesi. Due morti e tre feriti gravi il bilancio del raid neofascista.
L’uomo, poi braccato dalla polizia, si è nascosto in un parcheggio sotterraneo e si è tolto la vita.

Sconvolta la comunità senegalese, che ieri, dopo i fatti, si è raccolta nei pressi di piazza Dalmazia dove sono avvenuti i due omicidi. Dopo un momento di raccoglimento e preghiera per i loro connazionali uccisi, la comunità ha dato vita ad un corteo spontaneo verso la Prefettura. In 200 hanno bloccato i viali al grido di “Vergogna non si può morire così. Razzisti Razzisti” e staccato alcuni cartelli della segnaletica stradale.
Alla fine di una giornata molto tesa, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha proclamato per oggi il lutto cittadino. Questo pomeriggio alle 18 si terrà una manifestazione nel luogo dove sono avvenuti gli omicidi e per sabato è prevista una manifestazione nazionale antirazzista.

I migranti senegalesi hanno anche lanciato un appello alla stampa e alla politica, affinché quanto successo non venga definito semplicemente il gesto di un folle e, quindi, derubricato a fatto di cronaca nera. La matrice politica è evidente, così come sono stati tragicamente evidenti i bersagli.

Dopo i fatti di Torino e quelli di Firenze forse è opportuno interrogarsi sulla recrudescenza di movimenti di estrema destra e neofascisti in Italia. Movimenti che in questi anni hanno trovato legittimazione dalle politiche e dai proclami razzisti e xenofobi di matrice leghista e berlusconiana.