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E’ il giorno del Recruiting Day, l’evento promosso dall’Università di Bologna, che si propone di favorire l’incontro tra laurendi e neo-laureti e il mondo dell’impresa. Per contestare, quella che è definita l’ennesima vetrina scintillante, in un contesto di lavoro ridotto a merce, una vasta coalizione di realtà contesterà oggi l’evento. Si comincia alle 10 da Piazza Verdi.

Quello che proprio non va giù agli attivisti che si sono dati appuntamento oggi alle 10 per il No Recruiting Day, è il legame sempre più stretto tra il sistema del lavoro gratuito (primo passo, si promette, per arrivare a un lavoro vero, quello che prevede un salario per intendersi) e grandi opere come FICO o EXPO.

Il Recruiting Day, l’evento promosso dall’Università di Bologna per agevolare l’incontro tra laureati e neo-laureti e aziende, non è altro che, per Labas e le altre realtà che animeranno la protesta, una vetrina in una realtà allo sfascio. Una realtà, dicono, vede sempre più forti connessioni tra un’università svuotata del suo significato e un mercato del lavoro votato al lavoro gratuito. Ed è questo lo slogan scelto dai movimenti: “Io non lavoro gratis”. Una presa di posizione che trova la sua ragion d’essere nel complesso sistema di tirocini universitari e stage, che si configurano come lavoro gratuito.

L’impianto appena descritto trova nelle grandi opere e nei grandi eventi come Expo la sua realizzazione massima, con masse di lavoratori inquadrati nel sistema degli stage non retribuiti, ai quali questa “esperienza non retribuita”, viene venduta come passaggio necessario per arrivare a quel lavoro che è ormai un miraggio, e che intanto, tra Jobs Act e precariato esasperato, potrebbe essere già stato abolito.