Per venerdì 13 novembre Sgb e Cobas hanno convocato uno sciopero dei dipendenti del Comune di Bologna. “Siamo stati costretti a proclamarlo – spiega Vilma Fabiani di Sgb – perché ci siamo trovati di fronte a un’amministrazione sorda e muta, che né ascoltava le nostre richieste, né rispondeva alle nostre proposte”, afferma Vilma Fabbiani di Sgb.
Perciò, lavoratori e lavoratrici incroceranno le braccia e daranno vita ad un presidio in Piazza Maggiore alle 9.30. Al centro dell’agitazione c’è quello che accade nei nidi e nelle materne comunali, ma anche nel corpo di Polizia locale.

Sciopero venerdì, le richieste dei lavoratori del Comune

“L’amministrazione, in questo periodo, di fronte a una situazione ormai diventata tragica, soprattutto nelle scuole e nei nidi, non dà risposte, non rispetta i protocolli oppure dà risposte insufficienti”, continua l’esponente di Sgb. Nelle scuole e nei nidi, davanti a casi positivi per cui sono state chiuse molte sezioni o intere scuole, “la dirigenza del settore istruzione continua a mandare in giro le supplenti, ma anche il personale di ruolo, da una scuola all’altra: così il virus viene espanso dappertutto, facendo saltare lo schema dei protocolli”.

Dunque, di fronte a una situazione che ogni giorno diventa più grave, lo sciopero di venerdì muove anche numerose richieste. Le due sigle sindacali, infatti, chiedono la chiusura immediata delle sezioni dove si sono verificati casi certi di positività e una chiusura straordinaria per disinfettare i locali.
A questo si deve aggiungere la richiesta della necessità di uno screening di massa dei lavoratori e del divieto di spostamento da una scuola all’altra sia del personale a tempo indeterminato e determinato, sia del personale delle cooperative.

Inoltre, anche in altri settori la situazione risulta preoccupante, sebbene non drammatica come in quello educativo scolastico: ci sono contagi, per esempio, nella polizia locale. Quindi, la richiesta di Sgb e Cobas è di garantire lo smart working ai lavoratori interni, modalità che oggi è stata ridotta in seguito alla circolare 72 del 15 ottobre 2020 del direttore generale, la quale aumentava il periodo di presenza dei lavoratori a tre giorni su cinque, proprio nelle settimane in cui nuovi Dpcm imponevano nuove chiusure.

Anche Mariella Zanasi, Rls in Comune, conferma che durante i tavoli tecnici di lavoro per fronteggiare l’emergenza Covid l’amministrazione ha dichiarato che “va tutto bene: abbiamo fatto tutto, i protocolli sono perfetti, vengono distribuiti tutti i presidi necessari ai lavoratori che hanno a che fare con l’utenza”. Tuttavia, Zanasi ritiene che non sia così: “I problemi ora stanno venendo al pettine: noi non riusciamo ad avere un report aggiornato dei lavoratori positivi e dei colleghi in isolamento fiduciario: non c’è risposta da parte dell’amministrazione, né dai preposti”.

Soltanto le segnalazioni dirette dei lavoratori arrivano puntuali, ma i numeri non tornano: “il 4 novembre è stata fatta una videoconferenza nella quale è stato riportato un numero ridicolo. In tutta l’amministrazione comunale 22 persone risultate positive ed è stato detto che nessuna di queste persone aveva contratto il virus all’interno dell’ambiente di lavoro”, continua l’Rls.

Tuttavia, qualche giorno fa, gli uffici di Liber Paradisus sono stati evacuati, mandando a casa i lavoratori per una sanificazione straordinaria; alcuni uffici sono rimasti chiusi (il sesto piano della torre B; il settimo piano della torre A; il terzo piano della torre C) e i colleghi si ritrovano a casa in isolamento fiduciario.
In conclusione, vene chiesto un rapporto più franco con l’amministrazione, in quanto “un atteggiamento così omertoso rispetto alla situazione attuale è preoccupante e per la sicurezza dei lavoratori non ce lo possiamo permettere”, conclude Mariella Zanasi.

Rosarianna Romano

ASCOLTA L’INTERVISTA A VILMA FABBIANI: