Nel Cile in fiamme arriva lo spettacolo sull’Ilva di Taranto. Lo ha annunciato la compagnia Instabili Vaganti, che dal 5 all’8 dicembre tornerà per la quarta volta per una breve tournée nel Paese che da settimane è in rivolta contro le politiche economiche liberiste che hanno reso drammatiche le diseguaglianze.
Lo spettacolo che la compagnia porterà in scena si intitola “Made in Ilva” ed ha già ricevuto premi e riscosso successo, anche nello stesso Cile, al Festival Internacional de Teatro Itinerante por Chiloé Profundo nel 2017.
“È stata una scelta molto coraggiosa quella di mantenere in vita il festival – afferma ai nostri microfoni Nicola Pianzola, interprete dello spettacolo – dal momento che in Cile le università sono chiuse e molti eventi culturali sono stati cancellati”.

Cile e Ilva: due forme di resistenza

Instabili Vaganti vede un parallelo fra la situazione in Cile e la questione ancora irrisolta dell’Ilva di Taranto. “Sono due forme di resistenza”, spiega ancora l’attore.
Le repliche dello spettacolo a Chiloé, però, non saranno l’unico impegno della compagnia italiana. “Visiteremo anche Santiago – continua Pianzola – dove, grazie ad alcuni contatti con colleghi che stanno là, conosceremo gli studenti e li intervisteremo”. Il soggiorno in Cile, dunque, si trasformerà anche in un progetto di ricerca e documentazione che, negli intenti della compagnia, potrebbe tradursi in uno spettacolo da mettere in scena a maggio, durante il festival PerformAzioni che si svolge all’Oratorio San Filippo Neri.
“Ci piacerebbe creare una notte-evento con le testimonianze che riusciremo a raccogliere – osserva ancora Pianzola – ma molto dipenderà da ciò che vedremo e da come riusciremo a lavorarci”.

Made in Ilva: una denuncia “emozionale”

Lo spettacolo “Made in Ilva” è stato portato per la prima volta in scena nel 2012, quando esplodeva il caso tarantino, con il ricatto tra salute e lavoro. “In realtà lo spettacolo ha avuto una gestazione molto lunga, che è cominciata nel 2008, quando nessuno parlava di Taranto, città da cui provengo”, spiega ai nostri microfoni la regista Dora Dorno.
L’approccio dello spettacolo al tema dell’Ilva è, come afferma la stessa regista, “molto emozionale”. Attraverso il corpo dell’attore vengono portate in scena tutte le sensazioni che gli operai dello stabilimento hanno raccontato alla compagnia durante le interviste di documentazione.
Attraverso un mix di suoni che diventano musica, colori, immagini e anche poesie di Luigi Di Ruscio, la pièce fa affrontare la questione allo spettatore col linguaggio del teatro.

ASCOLTA L’INTERVISTA A NICOLA PIANZOLA E DORA DORNO: