È nata l’associazione “Moline pedonale”, un progetto pensato dal 2007 ed ufficialmente attuato al termine del lockdown.

L’emergenza sanitaria ha determinato delle nuove priorità e tra queste l’esigenza di pedonalizzare alcune aree della città, per destinarle alla collettività, creando degli spazi pubblici per la cultura, per il commercio, per i bambini e per gli anziani.

Da inizio estate, passando per il centro città, molti di voi avranno notato che via delle Moline è chiusa al traffico. I dehors hanno preso il posto delle macchine in un progetto che unisce commercianti e residenti, per la valorizzazione della strada. Una via antichissima, dove in passato si produceva il pane.

Moline pedonale: “pulizia e riqualificazione degli arredi”

Come dice Giovanni Favia, presidente di Moline pedonale, ai nostri microfoni, “pulizia e riqualificazione degli arredi e delle pareti” sono le parole chiave, che rispondono ad un codice estetico comune, con tavolini uguali per tutti i commercianti e fioriere in acciaio corten. Infatti, la riscoperta del verde è l’elemento di partenza in questa riqualificazione urbana.

Quella di Moline pedonale è un’iniziativa che ha avuto un riscontro positivo su buona parte dei residenti e degli abitanti della zona, che rievoca quelle di via Belvedere e via del Guasto. Si tratta anche di un modo per contrastare lo spaccio nel centro di Bologna, attraverso la riqualificazione dei suoi spazi e dei suoi locali.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIOVANNI FAVIA (PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “MOLINE PEDONALE”):