Il percorso che ha ispirato la produzione di questo disco passa dai luoghi che ama: Firenze, la città dove vive ormai da diversi anni e Galway, dov’è nata. Un omaggio alla sua terra natia che si ritrova nella scelta degli strumenti tipici della tradizione irlandese come la concertina, una piccola fisarmonica usata nella musica folk, o all’ispirazione del poeta Liam O’Flaherty. In questa terza convincente prova, l’artista irlandese attraverso il suo violoncello, arriva in territori inesplorati: capace di duetti inediti con le vocalità dell’artista, o di adattarsi alle danze folk come mai in passato. Uno strumento che diventa epicentro di un mondo immerso nelle atmosfere naturali, delicato ed etereo, in cui l’arte viene assorbita in modo onnivoro per poi espandersi a tutto tondo attraverso la musica, la danza, la poesia e le illustrazioni.

Autrice sia delle musiche che dei testi, per alcuni dei quali ha usato parole e ispirazioni dello scrittore Percy Bysshe Shelley (“Oak and Sister Spring”), e dell’illustratrice Cicely Mary Barker (“Spring Goes”), Naomi suona in questo disco oltre al violoncello il pianoforte, la chitarra e la concertina. Una versatilità unica che le permette di unire epoche musicali diverse sotto un unico segno distintivo. Un’abilità interpretativa grazie a cui riesce a condurre il violoncello in generi e mondi incontaminati e a riunire – sotto la stessa ricerca – elementi pre-barocchi, finezze cantautoriali, ritmi sincopati del mondo del jazz e la vitalità del folk irlandese.

Un disco in cui emerge la voglia di osare e sperimentare, come in “Jig and Reel”, danza folk per la prima volta scritta ed eseguita per violoncello, o in “Prelude”, in cui crea una nuova idea musicale partendo dalla Bourrée della 3° Suite di Bach e cambiandone la metrica e l’armonia.

Suite Dreams è una collezione di 3 suite dedicate e ispirate dal tema delle migrazioni, non solo di uomini o etnie ma anche di stormi di uccelli, di piante, di animali, di generi. Lo snaturarsi di un’identità per poi rinascere in un altro contesto e miscelare gli elementi. Un disco in cui nulla rimane fermo: tra i rami che crescono e la fioritura che avanza in “Ginkgo Biloba”, attraverso le stagioni che cambiano in “Spring Goes” e “Oak And Sister Spring”, in cui dominano le migrazioni degli stormi in autunno, Naomi ribadisce musicalmente che la natura dell’uomo è di muoversi alla costante ricerca di una condizione migliore.

“Ginkgo Biloba” è il video del singolo online da oggi, realizzato da Mirror Production. Una canzone ispirata all’omonima poesia del poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe e dedicata a uno degli alberi più antichi, rappresentazione vivente della capacità di resistere alle avversità. Una clip in cui il suono del violoncello e i tre ballerini che lo accompagnano sembrano seguire le foglie che cadono e si liberano nel vento, per creare un insieme unico di meraviglia e stupore tra boschi naturali, atmosfere industriali e danza.

L’artista irlandese, con questo suo terzo disco, ci consegna una performance convincente e intrisa di atmosfere che invitano ad una seria riflessione su come sia necessario cambiare i nostri modelli consumistici e sull’importanza di preservare la natura e la sua struggente bellezza.I drammi della pandemia in corso non fanno che sostenere l’urgenza globale di un radicale cambio di registro.