E’ uscito oggi, venerdì 18 ottobre, il nuovo album degli Indianizer dal titolo “Nadir”.
Anticipato dal singolo “Horoscopic (Saturn Returns)” rilasciato a giugno, il nuovo lavoro è stato pubblicato per Edison Box Records, dopo 2 EP (Pandas, Jungle Beatnik) e 2 LP (Neon Hawaii, Zenith).

Mischiando rock psichedelico, ritmi sudamericani e mood africano, gli Indianizer creano da sempre un tipo di world music definita da loro stessi “psych-tropical-beat”, ed è lungo queste coordinate che si muove anche il terzo attesissimo album della band.

Riccardo Salvini ne ha parlato ai microfoni di Fujiko Factory, intervistato da Erica e Valeria. Il frontman ha rivelato:

“E’ una sorta di chiusura della trilogia che ci siamo accorti di avere scritto senza averlo programmato precedentemente. Se in Zenit cercavamo una sorta di fuga dall’oscurità per inseguire la luce, in questo caso abbiamo fatto un lavoro molto più legato a qualcosa di nascosto, abbiamo cercato di indagare l’interiorità della band, cercando qualcosa di oscuro e indecifrabile, siamo stati molto più affascinati dal mistero che dalla liberazione di esso”.

“Nadir” è lo step conclusivo di una trilogia spontanea e non dichiarata.
Se il primo album “Neon Hawaii” (2015) raccontava un viaggio alla ricerca di un posto nascosto sotto il sole e il secondo “Zenith” (2018) voleva inseguire la luce attraverso l’oscurità, Nadir investiga dentro misteri irrisolti e verità mai rivelate. In quanto l’esatto opposto di Zenith, Nadir è stato composto in maniera simmetrica.

Visioni oscure e atmosfere malinconiche permeano l’intero album: Cleopatra, un’irraggiungibile e immaginaria regina dei sogni, scimmie e sfingi che danzano sulla luna, trappole in fondo a un buco profondo, cieli che cadono e la Terra che brucia.

I ritmi del mondo sono ancora il fulcro, anche se Nadir abbraccia maggiormente la disco music del Medio Oriente. Il suono più crudo rispetto a Zenith è il risultato di un delicato equilibrio fra prese dirette registrate su nastro e overdubs effettuati in digitale.

La dimensione preferita è quella del live, infatti il quartetto torinese continua a suonare praticamente ovunque in Europa, partecipando a importanti festival come Transmusicales ed Eurosonic e condividendo il palco con artisti di fama internazionale come Os Mutantes, King Gizzard And The Lizard Wizard, Hailu Mergia, Elektro Guzzi, Black Lips e Fat White Family.

“Nadir” è infatti un album pensato per i concerti dal vivo e nato proprio a bordo dei dancefloors. Parole e canzoni sono state sputate fuori, di getto, battezzate durante i numerosi concerti in giro per l’Europa. Infatti sono state utilizzate tre lingue: inglese, spagnolo e creolo, alcune volte mischiate fra loro per creare un nuovo spazio linguistico perchè “Cantando in diverse lingue ci sembra di rappresentare diverse culture con i relativi problemi”.

Indianizer nasce nel 2013 come esperimento lisergico per viaggi mentali. Mischiando in un unico cocktail l’attitudine del rock psichedelico, i ritmi sudamericani e il mood africano, Indianizer crea un particolare tipo di world music definita da loro stessi “psych-tropical-beat”.

Il tour del nuovo disco in Italia comincerà a marzo 2020.

ASCOLTA L’INTERVISTA AGLI INDIANIZER:

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