L’entrata in vigore del DPCM del 24 ottobre ha costretto cinema e teatri a sospendere le loro attività in presenza, mantenendo tuttavia aperte le istituzioni museali, che sono quindi rimaste l’ultimo baluardo della cultura ancora fruibile in presenza.

Roberto Grandi, presidente dell’Istituzione Bologna Musei, racconta ai nostri microfoni l’attuale situazione dei centri culturali, che sono stati i primi a riaprire lo scorso 18 maggio e verosimilmente saranno gli ultimi a chiudere nel caso di un nuovo lockdown. Uno dei cambiamenti maggiormente visibili riguarda il pubblico: i turisti stranieri sono quasi assenti e le persone in visita ai musei sono perlopiù italiani o dell’area metropolitana di Bologna, che ritornano per vedere le collezioni permanenti o le nuove esposizioni.

Gli spazi museali sono senza dubbio tra i luoghi più sicuri a livello sanitario a causa del distanziamento sociale possibile al loro interno e delle entrate scaglionate. Perciò, dal momento in cui l’affluenza è minore e i luoghi della cultura ancora aperti si sono drasticamente ridotti, è una buona occasione per riscoprire il panorama artistico museale, lasciarsi affascinare da esso e goderselo con più calma e attenzione. Roberto Grandi prevede che, quando riapriranno anche le altre istituzioni del sapere, l’affluenza del pubblico ad ogni tipo di evento sarà maggiore e la cultura si riapproprierà del ruolo di cuore pulsante della città. Le proposte dei musei certamente non mancano e continuano ad essere svolte anche le visite guidate nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti. I visitatori, infatti, non vengono semplicemente per vedere le opere, ma per immergersi nelle storie che esse raccontano, adesso più che mai, in un momento come questo in cui la mancanza di teatri e cinema si fa sentire profondamente.

Musei Bologna: cosa visitare adesso

Roberto Grandi ci illustra le proposte attuali dei musei di Bologna, pensate per essere adatte ad ogni tipo di pubblico. Per quanto riguarda l’arte contemporanea e performativa, al Museo della Musica è attiva la mostra “Turbo Surplus” di Andrea Renzini. Il Mambo, invece, ha organizzato due mostre dal titolo “Re-collecting”, che si occupano della riscoperta di alcune opere a partire da archivi e magazzini. La prima, “Re-collecting. Morandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori”, è al Museo Morandi e riscopre questo genere di quadri del grande pittore bolognese. La seconda invece, “Castagne matte”, si trova nella sede principale del Mambo e affronta i temi del malocchio e del rituale: le proposte della mostra spaziano dai quadri presenti nei magazzini del Museo d’Arte Moderna di Bologna agli amuleti antichi del Museo Civico Archeologico. Al Museo del Patrimonio Industriale continua la mostra “Noi siamo la Minganti”, che espone le fotografie e le memorie dal 1919 al 2019 della grande fabbrica Minganti. Il Museo Civico del Risorgimento ospita “Leopoldo Serra, un protagonista del Risorgimento tra Roma e Torino”, una mostra piccola ma di grande interesse sul primo bersagliere che entrò a Porta Pia nella Città del Vaticano. Al Museo Archeologico è in corso “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”, una mostra di 1400 pezzi provenienti da più di quaranta musei sia italiani che stranieri. Alle Collezioni Comunali d’Arte è presente un’esposizione fotografica che accompagna i quadri delle collezioni. Un’altra mostra fotografica è all’interno del Dipartimento Educativo del Mambo con “Liminal. Ritratti sulla soglia”, nella quale i soggetti sono gli adolescenti, ritratti nella oro intensità di gesti e sguardi, durante il difficile passaggio alla maturità.

Beatrice Lazzari

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