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I Comitati Acqua Bene Comune lanciano una campagna di mobilitazione contro le privatizzazioni dei servizi idrici, gli aumenti delle bollette e i trattati internazionali (TTIP). Previsto per sabato 15 novembre un presidio davanti alla sede di Hera.

Negli ultimi mesi il governo Renzi sta portando avanti sottotraccia un nuovo processo di privatizzazioni dei beni comuni. È questa la denuncia del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, che ha deciso di lanciare una campagna di mobilitazione nazionale e locale contro questo tipo di provvedimenti. Si tratta, nello specifico, di alcuni passaggi contenuti nel decreto Sblocca Italia e nella Legge di Stabilità, che rilancerebbero un nuovo ciclo di privatizzazioni del servizio idrico e dei servizi pubblici essenziali.

Lo Sblocca Italia prevede infatti che siano eliminate all’interno dei territori le gestioni locali controllate dalle amministrazini comunali attraverso piccole società. Lo si vuol fare attraverso un processo di aggregazione-fusioni, in base al quale le grandi aziende quotate in Borsa (A2A, Acea, Iren e Hera) assorbirebbero le aziende di dimensioni mediopiccole. Tutto ciò trova poi compimento nella Legge di stabilità, che dispone che i proventi che i Comuni incassano dalle vendite delle quote azionarie delle società potranno essere utilizzati al di fuori dei vincoli del patto di stabilità.

“Si tratta di un rilancio del processo di privatizzazioni che tentò di fare già il governo Berlusconi – spiega Andrea Caselli del Comitato Acqua Bene Comune – Ai Comuni si tagliano una serie di risorse e sono quindi costretti ad avviare le privatizzazioni”. “Le privatizzazioni significano ulteriori incrementi tariffari, peggioramento della qualità del servizio, calo dell’occupazione, diminuzione degli investimenti – denuncia il Forum – Tutto ciò come conseguenza dell’avere come obiettivo quello di fare i profitti sull’acqua e sui servizi pubblici essenziali, in cui le grandi aziende quotate in Borsa sono in prima linea”.

La campagna contro le privatizzazioni si inserisce nell’ambito delle mobilitazioni contro la stipula del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP). “In quel trattato, che è oscuro nei suoi contenuti – sottolinea Caselli – si prevede che quei vincoli nazionali e locali, fra cui rientra anche la gestione dei servizi pubblici come l’acqua, possano essere impugnati come danno alla concorrenza da parte delle grandi multinazionali“.

Sono queste le ragioni che hanno spinto il Comitato a indire per sabato 15 novembre un presidio davanti alla sede di Hera in viale Berti Pichat: “individuiamo nelle multiutility il volano delle privatizzazioni – spiega Caselli – cioè quelle che dovrebbero catalizzare l’acquisizione di tutte le aziende pubbliche”. Ma la campagna di mobilitazione non si fermerà qui. I Comitati intendono farsi sentire anche sulla questione dei tagli dell’acqua, come già hanno fatto con l’esposto al sindaco Merola per l’interruzione della fornitura ai 60 occupanti delle scuole ex-Ferrari . “Il fenomeno dei tagli dell’acqua è molto critico, perché molta gente non ha più i soldi per pagare le bollette. Bollette che aumentano di due cifre ogni anno – sottolinea Caselli – Sempre più famiglie rischiano di vedersi tagliata l’acqua”.