Moltissime delle morti in seguito all’epidemia di Covid-19 sono state registrate nelle Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali) e nelle Cra (Case di Residenza per Anziani). Una vera e propria strage avvenuta in strutture che, per definizione, sono considerate sensibili, perché ospitano persone fragili.
Il problema si è manifestato in Lombardia, dove il caso del Pio Albergo Trivulzio ha suscitato scandalo, ma questo tipo di morti sono state registrate anche in Emilia Romagna.

Per fare chiarezza, capire cosa è davvero accaduto, accertare se ci sono delle responsabilità politiche e giudiziarie ed ottenere giustizia, in Emilia Romagna viene costituita una rete di comitati, sostenuti dall’Unione Sindacale di Base regionale, che sono nati a Modena, Parma e Bologna. “Verità e giustizia per operatori e pazienti” è il nome del coordinamento, che si muoverà su un duplice piano, giudiziario e mediatico.

Rsa e Cra: le testimonianze di una strage

I comitati raggruppano i parenti di persone che sono morte all’interno delle strutture residenziali per anziani in seguito all’epidemia di Covid-19.
“Abbiamo deciso di costruire una rete per rompere il silenzio che è stato costruito attorno a questa strage – sottolineano i promotori – per dare voce e spazio a chi ha vissuto e sta vivendo in prima persona la realtà all’interno di queste strutture, ai lavoratori del settore ed ai familiari dei pazienti. Un percorso comune per chiedere verità e giustizia e chiedere soluzioni reali per il futuro che metta al centro il diritto ad un’assistenza sanitaria adeguata, il diritto alla salute ed alla sicurezza per tutti”.

Sono tantissime le segnalazioni raccolte dai comitati e che sono state e saranno sottoposte alle procure attraverso degli esposti al fine di indagare le responsabilità.
Dalla carenza dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori, al divieto da parte della dirigenza di indossarli per “non allarmare gli ospiti”. Da tamponi negati e numeri sottostimati anche per i decessi da Covid-19, a trasferimenti di sospetti casi infetti in altre strutture.

“I comitati sono nati dall’esigenza di condividere esperienze comuni di dolore e rabbia, dalla necessità di non essere isolati di fronte alla drammaticità di questi eventi e per avere un’occasione di confronto, visto il nostro vissuto come famigliari”, ha spiegato Francesca Sanfelice del Comitato vittime Cra Rsa Modena durante la conferenza stampa.
Per i famigliari delle vittime nelle rsa e cra attorno a quanto successo in quelle strutture si è creata un coltre di omertà e silenzio, fatta di informazioni parziali e minimizzazioni da parte delle istituzioni e delle dirigenze delle strutture.

Eppure, che qualcosa non abbia funzionato è sotto gli occhi di tutti e i famigliari non si rassegnano ad accettare la scomparsa dei loro cari senza verificare che vi siano o meno delle responsabilità in quello che è accaduto.
Nel farlo, affermano di voler agire collaborando con il personale delle strutture, che hanno pagato un prezzo altissimo, ammalandosi e addirittura morendo nello svolgere il proprio lavoro senza le necessarie precauzioni o che si sono dimesse e licenziate proprio per le condizioni in cui operavano.

ASCOLTA LE PAROLE DI FRANCESCA SANFELICE: