La recessione causata dall’epidemia di Covid potrebbe aumentare la discriminazione di persone Lgbtqi+ e le problematiche di salute mentale connesse all’aumento del “minority stress“, una forma specifica di stress legata all’appartenenza a minoranze. Lo rivela uno studio di ricercatrici e ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, recentemente pubblicato sulla rivista “International Journal of Social Psichiatry“.

Discriminazioni, l’impatto della recessione sulle minoranze

“L’emergenza Covid sta causando delle ripercussioni importanti a livello economico – osserva ai nostri microfoni Gian Maria Galeazzi, docente di Psichiatria di Unimore – La recessione è già grave, per entità supera quella del 2008 e siccome in momenti di crisi possono aumentare delle tendenze aggressive che portano a discriminare di più chi è diverso, abbiamo ipotizzato che in questo contesto ci possa essere un aumento di episodi di discriminazione nei confronti di minoranze”.
Le minoranze prese in considerazione non sono soltanto quelle lgbtqi+, ma anche i migranti o categorie come quella delle donne.

Il focus, però, si è concentrato proprio sulle minoranze lgbtqi+, che già subiscono l’impatto delle discriminazioni e sono sottoposte al “minority stress”, che purtroppo si manifestano con una maggiore incidenza di episodi depressivi, suicidari e di abuso di sostanze, oltre a specifiche diseguaglianze in tema di salute mentale.
L’ipotesi di partenza, dunque, è stata testata con uno studio nazionale dell’Istat del 2011 che interessava ottomila individui. “È uno studio pertinente perché realizzato durante la recessione della crisi economica – sottolinea Galeazzi – Abbiamo visto che nelle zone dove c’era maggior impatto della crisi economica aumentavano le risposte discriminanti da parte della popolazione intervistata, come il non ritenere accettabile avere un collega di lavoro omosessuale”.

Galeazzi sottolinea come lo studio sia stato spedito già nel marzo scorso e, purtroppo, gli episodi di cronaca hanno già confermato questo rischio. Per la realizzazione è stato coinvolto anche il dipartimento di Economia di Unimore, con la professoressa Tindara Addabbo, in un team coordinato dal dottorando Giorgio Mattei.
L’auspicio degli autori, dunque, è quello di “un monitoraggio attento di fenomeni di discriminazione congiuntamente a specifiche politiche volte ad arginare il rischio” per la salute mentale ad essi correlato.

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