Dopo la contestazione di ieri a Marco Minniti, che presentava il suo libro “Sicurezza è libertà” alla Feltrinelli, sul profilo Facebook attribuito alla libreria è comparso un testo in cui il sedicente consiglio direttivo rivendicava l’invito all’ex ministro in quanto esponente del partito che finanzia la catena libraria. “Salvini sta vivendo di rendita”. In realtà anche la pagina sui social è un fake.

La contestazione all’ex ministro Marco Minniti si sposta dalla piazza al web. Dopo che ieri il collettivo Hobo ha tentato di entrare alla presentazione del libro “Sicurezza è libertà” del predecessore di Matteo Salvini, contestandogli una continuità nelle politiche securitarie e sull’immigrazione, oggi la pagina Facebook della Libreria Feltrinelli, che ha ospitato la presentazione, è stata hackerata. Sulla bacheca è infatti comparso un post firmato dal “consiglio direttivo” in cui si sostiene che il Pd è un finanziatore della stessa Feltrinelli e si rivendicano i “meriti” dell’operato di Minniti, per i quali ora il ministro Salvini “sta vivendo di rendita.

In realtà, la pagina Facebook de “La Feltrinelli Bologna” era un fake creato nel 2014. Non è la pagina ufficiale della Libreria e i contenuti presenti sono chiaramente di tipo contestatorio-satirico. Quindi non si può parlare propriamente di hackeraggio, dal momento che non è la libreria che gestisce la pagina.

ECCO IL TESTO COMPLETO DEL MESSAGGIO FAKE:
+++COMUNICATO UFFICIALE+++

Il consiglio direttivo de “la Feltrinelli” di P.zza Ravegnana sente il bisogno di prendere parola sui fatti occorsi nel tardo pomeriggio di ieri.

Alle ore 18.00, come previsto, abbiamo ospitato la presentazione dell’ultimo libro dell’ex ministro Minniti, accompagnato dal professor Panebianco, dal deputato Pd De Maria e dal monsignor Zuppi.

Perché abbiamo invitato Marco Minniti? Marco non è solo un ex ministro, è anche e soprattutto un dirigente di punta del Partito Democratico, nostro fedele finanziatore. Il nostro rapporto con questo partito è ormai decennale: possiamo dire che se siamo ancora qui, a disposizione di tutti i bolognesi, è perché il PD ci paga. E noi gliene siamo grati. Ma Marco è anche uno scudiero della nostra idea di mondo: un mondo senza disturbatori, un mondo ordinato e senza tutte quelle persone (di solito nere) che vengono a degradare la nostra città. Dobbiamo oggi stringerci attorno a Minniti, perché forze oscure stanno cercando di rubare il suo prezioso lavoro da ex-ministro. Stiamo parlando di Salvini che grazie all’impegno del nostro Marco, sta vivendo di rendita. Se oggi Salvini può fermare i barconi è grazie a lui, grazie al PD. GRAZIE A NOI. Dobbiamo dirlo!

I disordini accaduti fuori dalla nostra libreria dimostrano che chi oggi contesta, sobilla e ci attacca è mosso da grande invidia. Fonti della polizia ci dicono che lo fanno perché non riescono a pagare i nostri libri. E ci mancherebbe.

A non tutti è data la possibilità di leggere i nostri libri. Di certo non a chi, senza mezzi, vive ai margini della società, non è stato in grado di trovare un lavoro redditizio o vivacchia grazie alla disoccupazione. Ci fate ribrezzo, pezzenti.

Si fa un gran parlare di libertà di espressione. Noi, come libreria diffusa in tutto il Paese, abbiamo sempre avuto un’idea chiara in merito: la libertà di parola dipende dallo spread. È evidente che oggi non potete permettervela.

Infine vorremmo esprimere il nostro più sincero ringraziamento alle forze di polizia, alle quali devolviamo mensilmente una parte dei nostri ricavi per occasioni come queste. Ok i libri, ma l’educazione si fa soprattutto col manganello! Grazie ragazzi.

Continuate a seguirci, continuate a leggerci, continuate a difendere il PD o saremo invasi da neri, lavoratori che non arrivando a fine mese non fanno girare l’economia e quelli che si lamentano perché – dicono – hanno perso il lavoro. Solo questo partito può farci uscire da questo pantano.

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Il direttore