Venerdì 14 maggio è uscito l’attesissimo Ep dei Ministri: Cronaca Nera e Musica Leggera. Ce lo ha raccontato Federico Dragogna in un’intervista.

Speriamo che queste quattro canzoni, nonostante cantino di un mondo scuro e arido, possano aiutarvi a ritrovare voce e gambe.

Cronaca Nera e Musica Leggera è il secondo Ep dei Ministri, a 13 anni di distanza da La Piazza. 6 album pubblicati, l’ultimo del 2018 e sembra una vita fa. Michi, Fede e Divi sono tornati carichi come sempre per raccontarci qualcosa di loro, qualcosa di noi.

Sarà la voglia di vederli dal vivo ogni volta possibile, ma sembra davvero passata una vita da Fidatevi.

Cronaca Nera e Musica Leggera contiene 4 pezzi. “Abbiamo registrato tanto materiale nell’ultimo periodo, uscirà altro nel prossimo futuro ” ci racconta Federico “ma queste 4 tracce hanno un discorso comune, mentre le altre parlano di altro, hanno altri colori e altre sfumature, mettendole tutte insieme si sarebbe perso il senso.”

Peggio di niente, Bagnini, Inferno e Cronaca Nera e Musica Leggera sono le 4 tracce che compongono l’Ep, disponibile in versione 12″.

Musicalmente sono pezzi molto rock, molto Ministri anche se abbiamo voluto sperimentare” soprattutto sulle velocità e sul beat di batteria. Il primo ascolto di Peggio di Niente ci ha dato l’impressione che ci fosse qualcosa di nuovo, il riff che prosegue per tutto il pezzo è raro nei pezzi dei Ministri, ma la voglia di spaccare tutto e di pogare era chiarissima già dal singolo ed è proseguita anche negli altri pezzi usciti ieri.

Torneranno anche a suonare dal vivo, anche se al momento non ci sono date confermate e soprattutto non si capisce se si potranno fare concerti amplificati o degli unplugged. Durante il periodo del lockdown non hanno mai ceduto al richiamo dello streaming perché “per noi esistono due dimensioni, lo studio e il live e basta. In studio ci incaponiamo su ogni nota, ogni movimento, ogni sfumatura. Nel live diamo tutto quello che abbiamo. Se in studio entra anche solo una persona noi cambiamo energia nel modo di suonare, perché lo facciamo per qualcuno, non per noi stessi, ma per il pubblico. Diamo energia al pubblico ma soprattutto ne riceviamo.

L’album è stato anticipato dal singolo Peggio di niente, uscito con un video intriso di sangue ed eleganza ma soprattutto da questa immagine, che accompagna tutti i singoli e la copertina dell’Ep.

E’ un omaggio alle collane Einaudi e alla veste grafica ideata da Bruno Munari per la collana Nuovo Politecnico e Piccola Biblioteca. L’Ep viene definito dalla band una sorta di saggio non scritto sulla confusione del sapere e sul dubbio. “La scienza una volta poneva un dubbio, lo risolveva e sua volta tornava ad essere dubbio. Oggi anche la scienza fa conto con le fazioni, su qualsiasi cosa non esiste più la verità scientifica ma la verità di ogni fazione.”

Tutto questo e molto altro lo trovate nell’intervista che abbiamo fatto a Federico, un’intervista che noi anelavamo da tempo.

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