Legal Team Italia, Campagna LasciateCIEntrare, Progetto Melting Pot Europa, Medicina Democratica hanno lanciato un appello per una sanatoria che regolarizzi la posizione delle e dei migranti presenti sul suolo italiano e sprovvisti di titolo di soggiorno. Dopo anni di chiusura degli strumenti legali di immigrazione e di politiche e leggi che hanno fatto piombare nell’irregolarità migliaia di persone, una sanatoria permetterebbe loro di accedere ai servizi di base, come quello sanitario, in modo da tutelare se stessi e le altre persone.

Sanatoria subito: l’appello “Siamo qui”

Dopo il lancio dell’appello sono già decine le realtà che hanno sottoscritto la richiesta di una sanatoria rivolta ai migranti irregolari. Eppure, i decreti e i provvedimenti delle autorità per fronteggiare l’emergenza sanitaria hanno dimenticato di affrontare il tema, al quale invece l’interesse dell’intera collettività impone si dia una risposta urgente.
“Di fronte alla malattia siamo tutti uguali e tutti devono aver eguale diritto alle cure mediche, a poter uscire di casa per acquistare generi di prima necessità senza rischiare di subire un controllo e finire rinchiusi in un cpr – si legge nell’appello ‘Siamo qui’ – In attesa di un profondo ripensamento delle politiche migratorie, il momento che stiamo attraversando richiede una risposta urgente e generalizzata: una sanatoria subito, che abbia come unico presupposto la presenza in Italia a oggi”.

Secondo le stime sono almeno 600mila i migranti presenti in Italia sprovvisti per effetto della legislazione italiana (dalla Bossi-Fini alla legge Salvini) del permesso di soggiorno, che devono vivere spesso in condizioni abitative precarie o insalubri e condivise con altre persone e che non possono accedere al servizio sanitario nazionale, non hanno un medico di base cui rivolgersi in caso di malattia, ma come tutti rischiano di essere contagiati dal coronavirus o di diventare, loro malgrado, veicolo di contagio. “Si tratta di seicentomila persone private dei diritti fondamentali, e adesso in primo luogo di quello alla salute, a causa delle politiche di chiusura delle frontiere praticate dai governi di ogni colore”, sottolineano i promotori della campagna.

“Quello della tutela della salute non è solo un diritto, ma un dovere dello Stato sancito dalla costituzione”, sottolinea ai nostri microfoni Yasmine Accardo di LasciateCientrare.
Per ribadirlo, oltre alla possibilità di sottoscrivere l’appello, ad un indirizzo e-mail (sanatoriasubito@gmail.com) e ad una pagina Facebook, sabato 4 aprile, alle 15.00, si terrà un’assemblea telematica per discutere del tema.

ASCOLTA L’INTERVISTA A YASMINE ACCARDO: