“Inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili, dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di tutti gli invisibili e di tutti gli esclusi”. Con queste parole Aboubakar Soumahoro, sindacalista di Usb impegnato nelle vertenze dei braccianti, ha annunciato una lotta pacifica in favore dei migranti.
Soumahoro chiede risposte su tre punti: riforma della filiera agricola, varo di un piano nazionale Emergenza Lavoro e un cambio delle politiche migratorie.

Migranti: la lotta per avere diritti

“Oggi inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili, dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi – ha affermato il sindacalista in un video – Rimarrò qui finché il governo non ci darà risposte chiare su 3 punti: primo, la riforma della filiera agricola, con l’adozione della patente del cibo per garantire cibo eticamente sano alle persone e liberare contadini, agricoltori e braccianti dallo strapotere del giogo dei giganti del cibo che favoriscono lo sfruttamento e il capolarato. Secondo, varare di un Piano nazionale emergenza Lavoro, per assorbire le persone e tutelare quelli che rischiano di perdere il posto di lavoro per questa crisi sanitaria. Terzo, il cambio delle politiche migratorie, attraverso la regolarizzazione degli invisibili, con rilascio di un permesso di soggiorno di emergenza sanitaria convertibile in attività lavorativa”.

Soumahoro esorta poi il governo a “cancellare gli accordi con la Libia, i Decreti sicurezza con una riforma radicale delle politiche di accoglienza“. L’attivista invoca poi “la cittadinanza per i bambini cresciuti o nati in Italia e abolizione della Bossi-Fini”. Per Soumahoro “è una questione di civiltà: non lasciateci soli in questa battaglia, ma portateci la vostra solidarietà, le vostre sofferenze e i vostri sogni”. Il post si conclude con l’hashtag #nonsonoinvisibile.

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