Il sindaco snocciola l’impegno per nidi e materne, pari ad un quarto del bilancio ed annuncia un bando per patti di collaborazione coi genitori ed una mail a cui risponderà di persona. Poi sbotta con le insegnanti dell’Adi che protestano: “Residuo corporativo che dice menzogne”.

L’impegno di Merola per Nidi e Materne

Giusto ieri le insegnanti delle materne comunali hanno annunciato una nuova mobilitazione. I nuovi contratti praticati dal Comune nel piano di assunzioni, che prevedono l’inquadramento “Enti Locali” invece del tradizionale contratto “Scuola”, comportano un carico di lavoro aggiuntivo giudicato insostenibile.
Per l’Adi, lavorare 5 ore in più a settimana, magari trascorrendo 7 ore con 26 bambini e svolgendo le altre mansioni richieste, è troppo pesante, al punto da provocare un esodo verso le scuole statali.

A rispondere, oggi, sono direttamente il sindaco Virginio Merola e l’assessore alla Scuola Marilena Pillati, che in conferenza stampa hanno illustrato le novità di questo anno scolastico.
Il primo cittadino non va per il sottile e definisce l’Adi “un residuo di corporazione di cui la città si deve liberare” e che “dice menzogne”. E sottolinea come i ricorsi dell’associazione metta a rischia la graduatoria delle assunzioni.
Il sindaco afferma che non esiste più alcun Comune in Italia a praticare il vecchio contratto “Scuola” per i neo-assunti e questo a causa di leggi e pronunce chiare della Corte dei Conti ed altri organi istituzionali.

Il nodo della scuola resta uno dei nervi scoperti dell’Amministrazione, dopo lo strappo del referendum sui finanziamenti alle paritarie private, che Merola perse senza tenere conto del risultato.
Forse è proprio per questo che oggi il sindaco, che si presenterà per il secondo mandato alle elezioni della prossima primavera, ha tentato di rilanciare testimoniando il grosso impegno della sua Amministrazione sul settore, sintetizzato nello slogan “Scuola è Bologna“.
L’investimento comunale sulla scuola rappresenta il 25% del bilancio, con 120milioni di euro di risorse stanziate nonostante il taglio di 188 milioni degli ai trasferimenti del governo negli ultimi 4 anni.

Sono 8 le nuove scuole aperte (altre 5 in cantiere) per rispondere alla domanda crescente e ciò, insieme ai finanziamenti alle private, ha portato all’azzeramento delle liste d’attesa per le scuole dell’infanzia. 8500 i bambini che trovano posto nelle scuole comunali, tra nidi (48) e materne (67).
Proprio sul versante del personale, sono 246 le nuove assunzioni che fanno salire a oltre 1700 il numero degli operatori del settore. “Abbiamo azzerato la precarietà nella scuola“, sottolineano sia il sindaco che l’assessore Pillati.

Le novità annunciate riguardano vari capitoli. Per quanto riguarda la partecipazione troviamo la creazione di un indirizzo e-mail – openscuola@comune.bologna.it – a cui i genitori potranno scrivere per sottoporre quesiti che riguardano la scuola e a cui risponderà il sindaco e un’iniziativa nel solco inaugurato dall’Amministrazione per i beni comuni. Quest’ultima riguarda un bando da 120mila euro rivolto ai comitati di gestione (composti da insegnanti e genitori) per progetti che migliorino la qualità didattica.
Sul versante della refezione scolastica, la nuova gara ha portato ad alcuni risultati rivendicati dal sindaco: la riduzione di 175 euro annui del costo per i pasti (con la tariffa massima a 5,2 euro a pasto), il calcolo a consumo effettivo e l’aumento del biologico, fino al 90% per tutte le mense.
Per quanto riguarda la mobilità, infine, il sindaco ricorda l’abbonamento gratuito per il bus per 20mila bambini.

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