Si tiene oggi lo sciopero del pasto annunciato nei giorni scorsi dai genitori dell’Osservatorio mense di Bologna: i loro figli si porteranno il panino da casa. Nonostante i proclami e le rassicurazioni del sindaco Merola rimane netta la distanza tra le richieste dei genitori e le risposte del Comune.

Dopo l’ultimo tentativo di mediazione andato in scena l’altro ieri, resta forte l’insoddisfazione dei genitori bolognesi dell’Osservatorio mense. E oggi va in scena la nuova protesta con quello che è stato ribattezzato lo “sciopero del panino“: disdetto il pasto fornito da Seribo, i bambini sono andati a scuola con un panino portato da casa. Si tratta del secondo sciopero del pasto dopo quello dello scorso 5 maggio. Da allora è stato intrapreso un dialogo tra genitori e Amministrazione comunale, al quale l’Osservatorio mense ha sottoposto diverse richieste e osservazioni per il miglioramento del servizio di refezione scolastica.

Nonostante le promesse e le rassicurazioni del sindaco Virginio Merola, tuttavia, da allora poco è stato fatto per venire incontro alle ragioni delle famiglie. “Non c’è stato alcun progresso, tutti i punti che avevamo portato all’attenzione dell’Amministrazione per migliorare il servizio non sono stati rispettati – afferma lapidario Sebastiano Moruzzi dell’Osservatorio Mense – nonostante il sindaco dica che sono stati fatti progressi, da maggio ad adesso l’impegno era rispettare tutti i punti, ma fino ad ora ci sono solo risultati parziali”.

I motivi della protesta sono diversi , da quelli di carattere economico relativi agli utili “spropositati” di Seribo – che i genitori chiedono vengano reinvestiti – e alle tariffe applicate dal Comune, fino alle richieste di maggior trasparenza e qualità del cibo. “Abbiamo disdetto la mensa per segnalare la nostra insoddisfazione – spiega Moruzzi – Non abbiamo ancora i dati ufficiali di Seribo, abbiamo dati parziali attraverso l’Osservatorio che sono molto buoni, si parla di adesioni del 90% e a volte anche 100%”.

Moruzzi fa anche sapere che i genitori hanno avuto qualche difficoltà nel mettere in pratica la loro protesta: “fino a ieri sera non funzionava la disdetta telefonica, il sistema principale dei genitori per disdire il pasto casualmente ieri è andato in malfunzionamento”.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61