Matteo Salvini è salvo dal processo per sequestro di persona e abuso di atti d’ufficio in merito alla vicenda Open Arms. L’ex ministro degli Interni impedì lo sbarco a 161 migranti bloccati a largo per alcuni giorni sulla nave della ong spagnola, prima dell’attracco a Lampedusa, nell’agosto 2019.
Il Tribunale di Palermo voleva dunque mandarlo a processo, ma l’autorizzazione a procedere della giunta del Senato non è arrivata per la scelta decisiva di tre senatori di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, di non partecipare al voto.

Salvini salvato da Italia Viva

“Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti – ha detto il caprogruppo Francesco Bonifazi – La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”.

La scelta di Italia Viva fa automaticamente mancare i numeri dei senatori della giunta che avrebbero potuto votare a favore dell’autorizzazione a procedere.
Prima della riunione della giunta, Matteo Salvini aveva affermato: “Comunque finisca, poi l’aula mi manderà a processo”. Il riferimento è a quanto potrebbe accadere ora a Palazzo Madama quando la plenaria dovrà esprimersi sul caso. Quella rimarrebbe dunque l’unica possibilità che il leader leghista sia chiamato a rispondere delle sue azioni in un’aula di tribunale.
Nella sua difesa, l’ex titolare del Viminale insiste sul fatto che il premier Giuseppe Conte era a conoscenza di ogni suo atto.