Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è oggi a Bologna per commemorare il 40° anniversario delle due stragi del 1980 che colpirono la nostra città. Da un lato la strage di Ustica del 27 giugno 1980, che stroncò la vita di 81 persone partite sul Dc-9 Itavia dall’aeroporto di Bologna, dall’altro le 85 persone uccise dalla bomba esplosa alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980.
Mattarella è il secondo presidente della Repubblica, dopo Sandro Pertini, a far visita alla città di Bologna per commemorare le stragi, il primo ad aver visitato il Museo per la Memoria di Ustica.

Mattarella a Bologna: il messaggio alla città

Dopo aver partecipato alla messa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi nella Cattedrale di San Pietro, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato alla stazione di Bologna dove ha incontrato le autorità e i familiari delle vittime della strage del 2 agosto. Nella sala d’attesa, davanti alla lapide che ricorda le 85 vittime causate dall’esplosione della bomba nel 1980, il capo dello Stato ha deposto una corona di fiori osservando qualche minuto di silenzio. Mattarella ha sottolineato “l’esigenza di piena verità, l’esigenza di giustizia, di verità completa che è stata perseguita con ostinazione dall’azione giudiziaria e dalle sollecitazioni dei cittadini e dei familiari delle vittime contro ogni tentativo di depistaggio e occultamento. E questo – ha aggiunto – richiede naturalmente che si faccia di tutto, con un impegno completo e senza alcuna riserva perché la verità venga raggiunta in pieno”.

Mattarella ha espresso “la solidarietà della Repubblica per questo dolore” ribadendo “il dovere del ricordo della memoria perché non si smarrisca mai la consapevolezza di quanto avvenuto e della gravità di quanto avvenuto o di quanto va impedito per il futuro”.
La sua visita ha lo scopo, ha aggiunto, “di ribadire la sollecitazione per sviluppare ogni impegno per la verità con ogni elemento, documentale o non documentale, che possa contribuire a raggiungere pienamente la verità”.
“Dolore, ricordo e verità piena – aggiunge – sono queste le sollecitazioni che raccolgo e che esprimo per solidarietà nei vostri confronti e nei confronti di Bologna, città ferita, che non dimentica e che ha reagito in maniera esemplare a quel che è avvenuto”.

Ognuna delle 85 vittime della strage di Bologna “aveva una storia, una prospettiva di vita, un futuro che è stato rimosso, sottratto loro e cancellato. È stata sconvolta la vita di molti familiari delle vittime. Questo ha indebolito il nostro Paese nella sua società complessivamente privando del futuro i suoi cittadini e di tante persone che erano qui in quel 2 di agosto come queste foto manifestano e ricordano”, ha affermato in uno dei passaggi del suo discorso, dopo aver deposto una corona di fiori davanti alla lapide in ricordo delle vittime della strage avvenuta nel 1980 alla stazione di Bologna.
“Questo dolore non è estinguibile – aggiunge il capo dello Stato – è una ferita che non può rimarginarsi e che per questo chiede ricordo, il ricordo delle vittime innanzitutto e di quel che è avvenuto per essere vigili, per evitare che si ripeta qualunque avvisaglia di strategia del terrore come quella che allora fu messa in campo. Nel ricordo rientra anche rammentare la reazione di Bologna e dei bolognesi: una reazione immediata di soccorso per i feriti; una reazione civile, determinata, composta, con molta forza a difesa della vita, della libertà e della democrazia contro lo stragismo e contro la strategia del terrore; una reazione che è stata accompagnata da tutta Italia, che ha rafforzato la nostra democrazia e ha sconfitto lo stragismo e le sue strategie criminali”.

Il capo dello Stato visita anche il Museo dedicato alle vittime della strage di Ustica, in occasione del 40esimo anniversario delle stragi.
“Questo museo è un tempio della memoria che consente di mantenere intatta la memoria della tragedia di Ustica ed esorta a ogni impegno per difendere vita e libertà”, ha scritto il presidente della Repubblica sul libro degli ospiti.
La sua presenza oggi a Bologna può dare “un colpo importate all’attività” di ricerca degli autori della strage di Ustica. E questo “ci fa dire che abbiamo fatto tutto per i nostri cari”, ha affermato la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica, Daria Bonfietti. È “una grande emozione – dice Bonfietti – volevamo che il presidente venisse in questo 40esimo anniversario. È venuto e oggi c’è stato questo momento emozionante, insieme al cardinale, che ci fa dire che abbiamo fatto tutto per i nostri cari, che abbiamo pensato a loro in tutto questo pezzo importante di vita. E speriamo di avere fatto il nostro dovere. Questo volevamo raccontare oggi”.

Secondo Bonfietti, “è importante anche che il presidente per la prima volta venga a visitare il Museo di Ustica. È un riconoscimento importante, che fa capire quanto questo pezzo di verità mancante sia ancora una cosa vergognosa e indegna”. Lo stesso Mattarella, nel suo messaggio per l’anniversario di Ustica, “ha detto che c’è bisogno di collaborazione internazionale – ricorda Bonfietti – perché non è pensabile non sapere ancora chi ha potuto abbattere un aereo civile in tempo di pace”. Il museo, sottolinea ancora la presidente dell’associazione, “dà anche metaforicamente idea della nostra vicenda, una verità subito conosciuta e poi inabissata in fondo al mare. E nella misura in cui questo relitto è stato recuperato siamo riusciti a recuperare anche la verità”.
Dunque, insiste Bonfietti, sulla strage di Ustica “la verità c’è: sappiamo che è stato abbattuto, ci mancano gli autori”. Quindi “andiamo avanti e mai come in questo momento penso che la presenza del Presidente della Repubblica possa dare un colpo importante all’attività che già molto sostanziosa stanno provando a fare i magistrati del tribunale di Roma”, chiosa Bonfietti.

Fonte: Agenzia Dire