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Rio de Janeiro per due ore è in Via Mascarella, ma nei ricordi di chi ama il grande Latin Jazz lo sarà per sempre, al Bologna Jazz Festival sbarca l’alieno Marcos Valle

Marcos Valle, classe 1943, compositore, arrangiatore, polistrumentista dotato di un talento e un gusto unico, se Sergio Mendes viene giustamente considerato il padre del Latin Pop, per quanto riguarda l’intreccio con Funky e Soul, non ci sono dubbi, il biondo carioca non ha uguali. 

Pietre miliari della musica brasiliana come Batucada Surgiu, Os Grillos, Mentira e tante altre, cinquant’anni di carriera mai vivendo sugli enormi successi, ma rinnovandosi sempre, dalla MPB alla Bossa, fino alle grandissime sonorità Funky Soul, dopo la stasi dovuta agli anni bui della musica e dell’arte in generale (gli anni 80) ritorna con il movimento Acid Jazz nei primissimi anni 90 con la label Mister Bongo. Di Marcos Valle, non si può parlare di “seconda giovinezza” perchè una giventù artistica in lui non è mai passata e probabile che mai passerà, fra gli anni 90 e il 2000 arriva alla mitica Far Out, e dischi come Escape o Contrasts, confermano anzi entusiasmano un pubblico attento che mette il gusto e l’originalità come ingredienti principali nella fruizione musicale, nota di colore questi dischi vengono scritti, suonati e composti da un Marcos Valle ampiamente 60enne. Chapeau

Un Bravo Caffè gremito di entusiasmo, chi si porta un vinile, chi dice di averlo visto nel soundcheck “è un grandissimo!!!”, chi (come me) ricorda il Cap Creus, e l’amore per il Brazilian Groove. Arriva Joe Davis folletto patron della Far Out Records il meglio del Latin Funky Jazz di tutti i tempi, si entra tutti ai nostri posti.

Si parte, il nostro eroe sembra poco più che un ragazzo, biondo scarmigliato, giacca sdrucita e jeans sembra sia appena uscito dal Boca Barranca di Marina Romea, si avviina al palco, costante sorriso tipico e voglia di suonare e far divertire. Il primo brano è poco più di un soundcheck aggiunto di tre minuti, ma già si capisce che la linea ritmica non sparerà a salve… il Groove è armato fini ai denti.

Agua de Coco è il primo brano Latin Fusion, e poi il percorso va ripercorrendo i suoi 50 anni di carriera e da subito ci si rende conto di quanto la sua musica sia attuale, seppur composta decenni fa. The cricket song for Anamaria, uno dei suoi brani più famosi fa sobbalzare la gente, i giovani direbbero “il tiro” è di pari passo con il gusto, impossibile stare fermi, Marcos vola sulla tastiera e gli anni non contano più, forse il mondo in quel momento è sottosopra e i suoi 72, diventano 27!!!

Interpreta, canta ancora benissimo è lui l’inventore del Bossa Vocal Scat e assieme alla “controvoce” dell’incantevole moglie Patricia Valle, si ascolta, si balla, si rivivono grandi note che sembrano sempre sonorità nuove.

la linea ritmica è devastante sostenuta da un metronomo chiamato Kevin James Glasgow, al basso e un fenomenale Josè Renato, alla batteria potenza e poliritmie sono costantemente presenti e un tocco JazzFunk incredibile, la tromba di Jesse Sadoc gustosa e Latina, riempe spazi da sideman e assoli da protagonista con grande tempestività. 

Batucada Surgiu capolavoro assoluto della musica, chiude prima del bis.

In conclusione, Marcos Valle dispensa oltre che grande musica, sorrisi e abbracci, quando uno è un grande lo è anche, se non canta o suona, autografi e dischi Far Out, io che sono un “vecchietto” con un vinile Mr. Bongo, Joe Davis storce il naso, Marcos Valle no e l’autografo è assicurato per tutte e tutti.

Obrigado Maestro!

                      William Piana