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Mantenere le promesse. Il comune di Bologna e gli educatori dei servizi scolastici.

Palazzo d'Accursio di fronte alla questione "educatori in convenzione", un silenzio che dura dall'inizio della pandemia

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“… il Consiglio comunale di Bologna AUSPICA che tutte le figure professionali che lavorano all’interno delle scuole, siano tutelate in egual maniera senza diseguaglianze e differenze, INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA a dare seguito all’impegno assunto dall’Amministrazione affinché venga garantito il pagamento dell’intero stipendio a tutti/e gli educatori e le educatrici dipendenti delle cooperative che lavorano all’interno delle scuole di ogni ordine e grado…”

Questo è l’ordine del giorno approvato a larga maggioranza dal Consiglio Comunale di Bologna (dunque anche dai consiglieri che sostengono la giunta), unici contrari i gruppi dell’opposizione di centrodestra, il 2 marzo scorso. Siamo ormai a metà aprile e queste belle parole sembrano destinate a rimanere tali.

Perché? Cos’è cambiato da allora? Quali sono le prospettive per tutti questi lavoratori dal futuro incerto?

Abbiamo chiesto un parere a Emily Clancy, consigliera di Coalizione Civica e tra i firmatari della recente udienza conoscitiva sul destino (salariale, di sicurezza, di prospettiva…) degli educatori e delle educatrici delle cooperative che lavorano all’interno dei servizi comunali.