Frutto della collaborazione fra il padre della musica moderna ed il Vate, uno spettacolo “monstre” d’oltre 5 ore, che comprendeva parti cantate, recitate e danzate (queste ultime, alla prima assoluta, da una giovanissima Ida Rubinstein), le cui musiche di scena, qui proposte in versione integrale, costituiscono uno dei vertici assoluti del genere (e dalle quali l’autore trasse successivamente una breve suite da concerto).

“Annunciazione! Annunciazione!”, scusatemi, senza volervo sto rifacendo il verso a Lello Arena, in un celebre spettacolo teatrale, quando faceva parte, assieme ad Enzo De Caro e Massimo Troisi, del gruppo “La smorfia”, ammetto che mi stavo facendo prendere la mano, ma visto l’argomento in ballo, intendevo introdurlo in maniera originale ed inconsueta!

Unica collaborazione fra Claude Debussy e Gabriele D’Annunzio (il cui vero cognome era Rapagnetta), questo spettacolo del 1911, “Le martyre de Saint Sébastien”, mostruosamente ambizioso, di durata fluviale, commissionato dalla ballerina russa Ida Rubinstein, con le coreografie di Michel Fokine e Léon Bakst, intendeva combinare danza, arte, recitazione, teatro e musica, in un qualcosa che voleva andare persino oltre il concetto wagneriano d’opera d’arte totale. D’Annunzio si trovava a Parigi dal 1910, in fuga per bancarotta dall’Italia, Debussy, per contro, non fu una prima scelta per quello che riguarda il lato musicale. In precedenza questo incarico era stato proposto a Jean Roger-Ducasse e Florent Schmitt, ambedue rifiutatisi per i tempi troppo ristretti imposti per terminare la partitura. Debussy al contrario accettò, in quanto a corto di denaro (a riprova di quanto sia sempre difficile il rapporto fra gli artisti e la pecunia), componendo, secondo le sue stesse parole, “in 2 mesi, una partitura che normalmente m’avrebbe impegnato per un anno”, la qual cosa non gli impedì di creare un capolavoro assoluto, che anticipa gli esiti del suo ultimo periodo, più estremo.

Alla prima assoluta, l’esito fu a dir poco controverso, poichè, a parte la scarsa teatralità, la commistione fra spiritualità e componenti omoerotiche sconcertò i critici ed irritò l’arcivescovo di Parigi, che fece mettere all’indice, dal Vaticano, tutti i lavori del Vate! Riguardo alla musica di Debussy, era invece un altro paio di maniche, poichè il compositore stesso ne era pienamente soddisfatto, ritenendo d’aver reso pienamente, pur non essendo religioso, la componente spirituale del dramma d’annunziano. Fu il direttore d’orchestra Désiré Emile Inghelbrecht, che aveva preparato il coro per la prima assoluta, ad approntarne una versione da concerto, con una narrazione che sintetizzava il testo originale recitata da sua moglie Germaine, eseguendola molte volte.

Di lì a poco, a questa fece seguito, arrangiata da Andrè Caplet, che aveva collaborato con Debussy per la stesura delle musiche originali, una suite di “frammenti sinfonici” per sola orchestra, divenuta relativamente popolare, ma fu solo nel ’91, con un’incisione di tutta la musica di scena composta da Debussy, diretta da Michael Tilson Thomas per la Sony Classical, inserita in un contesto teatralmente più plausibile, che si ebbe conferma più ampia e tangibile del posto particolare che occupa in seno all’operato complessivo di Debussy. Seguirà un’altra registrazione, più ampia ed estesa, nel 2002, diretta da Jacques Mercier per la Rca Red Seal, ma fu solo nel 2009, con la pubblicazione della versione definitiva per studiosi, a cura di Pierre Boulez ed Eiko Kasaba, per le edizioni Durand, che si giungerà alla piena attendibilità testuale riguardo al capolavoro debussyano.

L’esecuzione propostavi, allegata originariamente al mensile “BBC Music Magazine”, registrata dal vivo alla BBC Hoddinott Hall a Cardiff Bay, il 15 ottobre 2011, con Irène Jacob (narratrice), Elizabeth Atherton (soprano), Jennifer Johnston e Tove Dahlberg (mezzosoprani), con la BBC National Orchestra and Chorus of Wales, diretta da Thierry Fischer, con Adrian Partington, maestro del coro, è la prima e l’unica su disco, fino ad ora, basata sull’edizione Durand del 2009, risultando perciò la più completa ed attendibile fra tutte.

—- Gabriele Evangelista —-