È con la metafora del ballo a passo di mambo che Lorenzo Balbi, direttore artistico del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, sceglie di presentare il programma espositivo dell’anno 2020. Il riferimento è alla cartolina promozionale illustrata da Aldo Giannotti, che creativamente interpreta i “next steps of mambo” suggerendo le istruzioni da seguire per ballare insieme alle proposte artistiche de MAMbo.

MamBo: Sala delle Ciminiere

In linea con l’attività di ricerca sulle nuove generazioni di artisti italiani e internazionali, sui media sperimentali e sui nomi emergenti non ancora noti in Italia, la stagione 2020 si apre con la mostra “AGAINandAGAINandAGAIN”. Si tratta di una collettiva che raccoglie le opere di Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner, Apichatpong Weerasethakul. Il tema del tempo viene approfondito rispetto alla sua dimensione ciclica, ripetitiva, che perfino le nuove teorie delle stringhe e della gravità quantistica a loop pongono al centro del dibattito contemporaneo. Spaziando tra performance, video, scultura, pittura, fotografia e installazione, il progetto prevede un percorso strutturato in ambienti immersivi e con intensità temporali differenti.

Aldo Giannotti è il protagonista di “Safe and Sound”, intervento che discute la struttura stessa del museo attraverso un adattamento spaziale del tutto personalizzato: sarà possibile visitare la mostra solo seguendo percorsi obbligati e rotte forzate, coinvolgendo così nella riflessione il rapporto tra i concetti di sicurezza e libertà, in uno spazio di norma vissuto senza alcun tipo di restrizione.

Villa delle Rose

La valorizzazione degli artisti attivi nella scena internazionale si concretizza nella prima personale in un’istituzione museale italiana di Antoni Muntadas. “Interconnessioni” si caratterizza per l’allestimento “domestico”, pensato per la settecentesca Villa delle Rose, e presenta un’analisi trasversale sul lavoro dell’artista che, come il titolo stesso richiama, viene definito da Mark Wigley come “una città, piuttosto che una persona, una rete di spazi di scambio che opera per lunghi periodi, piuttosto che un individuo”.
In connessione con l’attività di Residenza per Artisti Sandra Natali, la quarta edizione del ROSE Residency Programme vede protagonista Helen Dowling, con un progetto che dialogherà con la storia di Bologna, pensato per gli spazi della villa di Via Saragozza, a cura di Giulia Pezzoli.

Project Room

La Stanza Rossa 1992-1998” documenta otto anni di vita culturale e artistica legata alla rivista bolognese, avvalendosi, oltre ai documenti d’epoca, del contributo di quattro autori che rappresentano le diverse tendenze mediali dominanti negli anni Novanta: Studio Azzurro, Giacomo Verde, Tommaso Tozzi, Mario Canali.

Hidden Displays” curiosamente porta alla ribalta il non realizzato a Bologna dal 1975 – anno della nascita della GAM – al 2020, analizzando quegli eventi espositivi progettati ma non realizzati, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare alcune significative occasioni della storia della città e del territorio che per diverse peripezie non hanno visto la luce.

Azioni in Super8” ripercorre l’uso del medium filmico nelle esperienze performative dello storico laboratorio artistico bolognese Studio Bentivoglio. Lo spazio, attivo fino alla metà dei primi anni Settanta, rappresenta un luogo magico per la città, diventando in pochi anni uno dei centri italiani più innovativi nell’ambito delle pratiche comportamentali e di matrice ambientale, e relativamente alla sperimentazione con il super8, l’ultima e più versatile delle pellicole piccolo formato uscite sul mercato.

Eventi speciali

Terminata la perfomance in prima nazionale “La vita nuova” di Romeo Castellucci, progetto speciale presentato in occasione dell’ottava edizione di ART CITY Bologna, arriva “Stragedia” di Nino Migliori. Per celebrare il quarantesimo anniversario della Strage di Ustica, il fotografo rielabora le immagini da lui scattate, con la tecnica a lume di candela, durante l’allestimento dei resti del velivolo negli spazi del Museo per la Memoria di Ustica, nel 2007.

Concluderà il programma espositivo l’ampia personale dedicata a Giorgio Morandi, in programma tra il 2020 e il 2021 negli spazi del CAFA ART Museum di Pechino. “Colore e forme del visibile” è la prima retrospettiva sul grande maestro realizzata in Cina e la più completa finora mai realizzata, con un totale di 140 opere appartenenti in parte al museo monografico bolognese e in parte a collezioni pubbliche e private italiane.

Sofia Marasca

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