Nel dare il benvenuto a Libera per la manifestazione del 21 marzo, il sindaco Merola è intervenuto sul tema della presenza delle mafie nel nostro territorio. Il sindaco punta il dito contro le coop spurie e indica il rilancio dell’occupazione come canale per contrastare la malavita.

“Le mafie sono qui”. Virginio Merola, sindaco di Bologna, non è reticente nell’ammettere la presenza delle mafie anche nel nostro territorio. Difficile dire il contrario dopo l’inchiesta Aemilia, sbagliato minimizzare come si è fatto per molti anni.
Il sindaco, nel dare il suo benvenuto a Libera, che proprio a Bologna terrà la manifestazione nazionale della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, si concentra su un settore caratteristico delle nostre terre, quello della cooperazione, che non è esente dagli appetiti delle mafie, come dimostra un’altra inchiesta, quella romana di Mafia Capitale.

“La mafia è qui perchè utilizza strumenti che sono nati per la solidarietà e il progresso civile del nostro Paese – afferma Merola – Si insinua nel movimento cooperativo con false cooperative e qui bisogna saper distinguere”. Il riferimento è alle cosiddette coop spurie, che tanti problemi hanno creato in diversi settori, come quello della logistica.
Finte cooperative, che nascono dall’oggi al domani e con la stessa velocità spariscono, vincono appalti al massimo ribasso e sfruttano i lavoratori non applicando il contratto nazionale e praticando il lavoro nero.

Per il primo cittadino occorre essere pronti anche a rivedere le leggi per dare sicurezza su cosa significa cooperazione e cosa significa impresa. Questo perché “questa gentaglia”, come la definisce Merola, è molto brava ad approfittare delle norme anche per insinuarsi nell’economia.
Allo stesso tempo occorre rilanciare il tema della crescita, dell’occupazione e più in generale dei diritti, proprio per sottrarre terreno alle mafie. “È sulla povertà e in periodi di crisi – conclude il sindaco – che le mafie fanno proseliti”.

Articolo precedenteLa domenica di Radio Città Fujiko
Articolo successivoIn piazza Verdi il “botellón dei senza casa”