Con la Zita Dance Company ed il suo Mothers ancora una prima nazionale al Festival Cuore di Grecia dei Teatri di Vita, che si conclude stasera con Dromi e In the process of… di Zoi Dimitriou.

 

Con questa sua ultima creazione, che ha debuttato all’inizio di luglio al prestigioso Athens & Epidaurus Festival, Iris Karayan continua la propria ricerca sul femminile. Questa volta la coreografa e fondatrice della compagnia si confronta con la figura della madre, da lei associata a quella di costruzione. Ecco allora le due performers, Chara Kotsali e Ioanna Paraskevopoulou, muoversi in una scena-gioco, un’architettura di legno edificata progressivamente da loro stesse durante lo spettacolo con una cura ed un’attenzione… materne appunto. Una performance ad alta intensità fisica in cui sono le ballerine a scandire il tempo: i loro passi sono la partitura, a cominciare dalla marcia iniziale che sembra quasi trasformarsi in un veemente flamenco per poi interrompersi bruscamente lasciando spazio a movimenti lenti ripetuti ossessivamente. Mothers è una danza che alterna moti vorticosi a scatti improvvisi, pause e rallentamenti, un lavoro affascinante che sembra voler mettere l’accento sul coraggio e la determinazione necessari per essere madri di fronte alla fragilità della vita in ogni epoca umana.

Federica Pezzoli

Iris Karayan, nata ad Atene, ha studiato danza ad Atene e Londra ed ora insegna coreografia alla Greek State School of Dance. Come danzatrice ha lavorato per diverse compagnie, tra cui Yelp, ed ha partecipato al film musicale The Rape of the Sabine Women della videoartista americana Eve Sussman. Nel 2002 ha fondato la compagnia Zita. I suoi spettacoli The Forest (2003), Self portrait (2005-09), Domestic animals (2008), A time to mourn (2009), LEG ACY (2010), CRACK (2010) sono stati presentati in diversi paesi europei.

 

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