Dopo il pasticcio del gruppo europeo e l’addio dell’eurodeputato romagnolo Affronte, l’emorragia di uscite dal M5S continua. A San Giorgio di Piano si dimettono i consiglieri comunali Paglieri e Vitali. Il mese scorso avevano lasciato due consiglieri, rispettivamente a Minerbio e Monterenzio. La denuncia: “Non ci sono più trasparenza, partecipazione e coerenza”.

Le turbolenze di questi giorni all’interno del M5S continuano. E l’Emilia Romagna è sicuramente uno dei palcoscenici principali. Dopo l’addio dell’europarlamentare Marco Affronte, che ha salutato i pentastellati per andare nel gruppo dei Verdi europei, si registrano altri forfait, anche se su piccola scala.
Nel Comune di San Giorgio di Piano si sono dimessi Giorgio Paglieri e Silvio Vitali, i due consiglieri comunali del M5S, in rotta con la gestione del movimento da parte di Beppe Grillo.
“Dopo una lunga e sofferta riflessione questa mattina abbiamo deciso di uscire dal Movimento 5 Stelle – scrivono i consiglieri – e coerentemente con quanto promesso, rispettando le regole e i principi che abbiamo sempre difeso e sottoscritto, lasceremo anche il posto di consiglieri comunali”.

Già ai tempi delle elezioni amministrative del Comune di Bologna, a dire il vero, Paglieri apparteneva alla schiera dei critici, coloro che contestarono le modalità con cui fu imposto il nome di Massimo Bugani alla candidatura a sindaco. Una procedura che non rispettava le regole che i pentastellati si erano dati.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la vicenda della collocazione nel gruppo europeo, con il pasticcio della tentata migrazione verso l’Alde e il ritorno in ginocchio da Farage. Stesso discorso vale anche per decisioni su temi importanti, prese attraverso quella che assomiglia più ad una ratifica preconfezionata sul web che ad un vero strumento di partecipazione.

Le ragioni del malcontento, però, sono più ampie e riguardano anche la discrezionalità con cui vengono gestite le espulsioni dal Movimento, a seconda di quanto l’esponente segnalato sia vicino o meno al capo. In particolare, quando nei guai è finito qualche esponente del movimento vicino alle posizioni di Grillo, sono state cambiate le regole ad hoc, come nel recente regolamento per le persone indagate.
“Gli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del M5S soprattutto nell’ultimo anno e mezzo – continuano gli ormai ex consiglieri – non sono più compatibili con i valori di trasparenza, partecipazione e coerenza che ci hanno da sempre guidato nella vita così come nell’impegno politico”.

In provincia di Bologna la fuoriuscita dal M5S sembra una vera e propria emorragia. Oltre ad Affronte, Paglieri e Vitali, alcune settimane fa avevano lasciato Giancarlo Valentino, consigliere comunale a Minerbio, e Margherita Locasto, consigliera comunale a Monterenzio. E questi sono solo i casi più recenti.
I pentastellati della prima ora, quelli che avevano costruito i meet-up e un modo diverso di intendere la partecipazione politica, sono quasi tutti stati cacciati. Si è cominciato con Giovanni Favia, passando per Andrea Defranceschi, fino al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, solo per fare alcuni esempi.

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