L’Università di Bologna non si fermerà oltre di fronte alla ”emergenza coronavirus” che sta paralizzando il Nord Italia, e si prepara a ripartire grazie a un imponente progetto sperimentale di didattica online.
Già da oggi riprendono alcune classi della Bologna Business School, mentre da lunedì 2 marzo verranno gradualmente avviati i corsi online dell’Ateneo (non sono ancora stati definiti i numeri, ma dovrebbero ripartire tra il 30 e il 40% dei corsi dell’Università), con la prospettiva di portare online la didattica di tutti i 221 corsi di laurea dell’Alma Mater nel giro di due settimane, nel caso dovesse restare in vigore l’ordinanza di fermo sulla didattica in presenza.

Università di Bologna: lezioni online

“Nel giro di 15 giorni, a partire da lunedì 2 marzo, la didattica dell’Ateneo tornerà a pieno regime. Sempre a partire da lunedì, inoltre, sarà possibile realizzare a distanza anche gli esami di profitto e le sedute di laurea”. Il rettore Francesco Ubertini sottolinea la volontà dell’Alma Mater di adottare politiche che non solo permettano agli studenti di esercitare pienamente il loro diritto allo studio in condizioni di totale sicurezza, ma che agevolino la frequenza e la partecipazione anche di quegli studenti che provengono da fuori regione, se non direttamente dall’estero.

L’Ateneo di Bologna, infatti, conta un totale di studenti che supera le 85.000 unità, dei quali all’incirca la metà non è residente in Emilia-Romagna. Anche laddove l’ordinanza dovesse venire “allentata” nel giro di qualche giorno, notizia di cui ancora non si è a conoscenza, si dovranno comunque affrontare le problematiche dei ragazzi e delle ragazze attualmente fuori regione: è quindi possibile che, in mancanza di un sufficiente preavviso nella comunicazione del rientro nelle aule, vi sarà comunque un periodo limitato di didattica online, per non lasciare indietro nemmeno uno studente. Lo stesso discorso viene adottato anche per quanto riguarda lo svolgimento degli esami di profitto e delle sessioni di laurea: la modalità online potrebbe rappresentare un’importante risorsa volta a minimizzare le conseguenze della diffusione del coronavirus sulla carriera universitaria degli studenti.

Grazie quindi ad investimenti portati avanti negli ultimi anni dall’Ateneo, finora senza un concreto e diffuso utilizzo, l’Università godeva già di un’infrastruttura tecnologica in Cloud che già a partire da lunedì permetterà il regolare svolgimento delle lezioni online. Infatti, attraverso postazioni informatiche allestite nelle aule, i docenti trasmetteranno le lezioni in streaming utilizzando la piattaforma Microsoft Teams: gli studenti potranno seguire in remoto connettendosi attraverso gli applicativi messi a disposizione dall’Università. Oltre ad ascoltare e vedere il docente, o il materiale da quest’ultimo proiettato, gli studenti potranno interagire con domande e commenti, sia in un reale dialogo a voce, sia in chat. “Ovviamente ci auguriamo che l’Alma Mater possa tornare al più presto a svolgere appieno la sua missione di aggregatore sociale, oltre che culturale – continua Ubertini – ma l’insegnamento è il cuore dell’università e gli studenti ne sono l’anima: nonostante la situazione di emergenza, l’Alma Mater non ha intenzione di fermarsi”.

Il pensiero per Patrick Zaki

L’ultimo pensiero, ovviamente non per importanza, lo dedichiamo a Patrick Zaki. Ubertini ha aperto infatti la conferenza stampa, come ormai avviene ad ogni evento pubblico, ricordando lo studente dell’Università di Bologna ancora incarcerato in Egitto, richiedendone l’immediata liberazione e il rispetto dei suoi diritti. “Stamattina il primo pensiero mi sembrava doveroso farlo a Patrick – sottolinea il rettore ai nostri microfoni – perché la nostra comunità non lo ha dimenticato. Anzi, da ieri in tutti i canali digitali, dal web ai social, abbiamo modificato le intestazioni introducendo un logo specifico che è un pensiero per Zaki, perché noi siamo e saremo vicini a lui, e lo rimarremo fintantoché non potrà tornare anche lui a frequentare le nostre aule”.

Teresa Fallavollita

ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO UBERTINI: