La cosiddetta “Fase 2” è diventata l’argomento preferito per le speculazioni e i pronostici della stampa, ma cosa succederà davvero dopo il lockdown in Italia nessuno ancora lo sa. O meglio: ad avere le idee chiare e a spingere in quella direzione sono solo gli imprenditori. “Appena nominato e prima ancora che la sua carica fosse ratificata, il nuovo presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha tenuto un discorso pesante, in cui attaccava i sindacati e il governo”, osserva ai nostri microfoni lo storico Luca Alessandrini.

Confindustria e la sua “Fase 2”

Alessandrini continua a segnalare la sospensione della democrazia nel nostro Paese, con una legiferazione che procede esclusivamente per decreti, uno svuotamento del ruolo del Parlamento e continui discorsi alla nazione del presidente del Consiglio, in stile plebiscitario sudamericano.
“Sono discorsi retorici – sottolinea lo storico – Nel penultimo ha chiesto ulteriori sforzi alla popolazione, terminati i quali ha figurato una primavera meravigliosa, nello stesso modo in cui figurò un 2019 meraviglioso quando era al governo con la Lega e il M5S”.

La sensazione, invece, è che lo stesso Conte non sappia bene cosa dire e il rischio maggiore è che le attività ripartano indipendentemente dall’andamento reale dell’epidemia nel nostro Paese.
“Si parla di passare alla ‘Fase 2’ ma nessuno riflette sulla ‘Fase 2’ – insiste lo storico – O meglio, c’è chi ci riflette: il governo in termini puramente opportunistici: non si può continuare a tenere una nazione bloccata quindi, indipendentemente dall’andamento effettivo dell’epidemia, annunciano la ripresa delle attività. Dall’altra parte c’è un altro grande soggetto che sa benissimo cosa fare: è Confindustria”.

Il piano degli imprenditori si configura come una nuova vigorosa proposta di quel liberismo economico nel quale le imprese devono essere libere dai vincoli dello Stato e da ogni altro vincolo perché considerano che solo la libertà del mercato e dell’impresa possono produrre ricchezza.
“Questo è pericolosissimo – mette in guardia Alessandrini – e non solo dal punto di vista strettamente politico. Le imprese non possono essere lasciate le sole a stabilire che cosa fare dopo, in particolare di fronte ad una crisi globale che ha dimostrato che da questa situazione si può uscire soltanto con un governo globale”.

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