È un ricordo commosso, con la testa affollata di ricordi e pensieri, quello che lo scrittore Pino Cacucci fa dell’amico Luìs Sepùlveda, che è scomparso oggi dopo aver lottato per settimane contro il coronavirus.
Del resto, come ricorda Cacucci, Sepùlveda era un combattente e i suoi polmoni erano già compromessi per aver lottato in giovane età contro la dittatura cilena di Augusto Pinochet.
“Dopo averlo torturato lo hanno recluso in un sotterraneo umido”, ricorda lo scrittore bolognese.

Luìs Sepùlveda, l’uomo e lo scrittore

Cacucci dice di non ricordare esattamente quando ha conosciuto Sepùlveda, ma che è stato tra i 25 e i 30 anni fa. Tra loro nacque subito un’amicizia profonda, perché condividevano tante passioni comuni, non solo quella della scrittura.
Per quest’ultima, “Lucho – come lo chiama affettuosamente Cacucci – ci ha lasciato un insegnamento: prima bisogna vivere e poi semmai scrivere, perché prima devi provare delle emozioni”.

Tra ricordi privati, come le grigliate e le chiacchiere della casa nelle Asturie dello scrittore cileno, e riconoscimenti sul ruolo pubblico dello scrittore scomparso, Cacucci è sicuro di una cosa: “Un altro come Sepùlveda non c’è, è difficile immaginare che ci sia un erede”.
Il pensiero di Cacucci va anche alla famiglia, alla moglie Carmen e ai figli e ai nipoti, che ispirarono anche i libri per bambini – “ma che per bambini non erano” – dello stesso Sepùlveda”.

ASCOLTA IL RICORDO DI PINO CACUCCI: