Blocchi di raffinerie, centrali nucleari, stazioni e aeroporti, manifestazioni nelle piazze e il presidio #NuitDebout in place de la République. Non si ferma la protesta contro la “loi travail”, il Jobs Act francese. Il governo di Manuel Valls, però, sembra voler tirare dritto, perdendo ulteriore consenso.

Sono ormai numerose le settimane di protesta, in Francia, contro la “loi travail“, la riforma del lavoro del governo di Manuel Valls che, per le misure contenute e le tutele che toglie a lavoratori e giovani, è stata paragonata al Jobs Act italiano.
La determinazione di studenti, sindacati e del movimento #NuitDebout, che continua il presidio in place de la République a Parigi, non accenna a diminuire, anzi: le forme di protesta si fanno più radicali.

Da Parigi, Patrizia D’Antonio ci racconta alcune delle scene che si sono viste proprio in place de la République in occasione della manifestazione di sabato scorso. “Ci sono stati momenti molto emozionanti – spiega la corrispondente – in particolare quando si è formata un’orchestra spontanea, che ha suonato anche Bella Ciao”.
Oltre a ciò, si susseguono gli interventi, anche internazionali, di persone che sono giunte nella capitale francese per testimoniare solidarietà.

In tutta la Francia, però, le iniziative di protesta si svolgono tutti i giorni. I blocchi delle raffinerie hanno già provocato lunghe code alle pompe di benzina, mentre iniziano i primi blocchi anche delle centrali nucleari e di stazioni e aeroporti.
“Le forze dell’ordine intervengono per sgomberare – racconta D’Antonio – ma dopo poco gli attivisti rioccupano le strutture”. Oggi, intanto, è prevista un’altra manifestazione a Parigi.

Dal canto suo, il governo presieduto da Manuel Valls ha già detto che la legge verrà approvata. “Dopo una prima trattativa, in cui Valls ha incontrato studenti e sindacati – racconta la corrispondente – sono state apportate piccole modifiche, ma ritenute dai manifestanti insufficienti”.
In una dinamica “tipicamente francese”, quello che si sta registrando ora è un vero e proprio braccio di ferro tra manifestanti e governo, “jusqu’au bout“, fino all’obiettivo.

Nel contesto più generale, il Jobs Act francese è l’ennesimo episodio che fa perdere consenso alla maggioranza socialista e questo potrebbe avere ripercussioni alle prossime elezioni. “Da un lato il movimento è consistente – osserva D’Antonio – dall’altro c’è lo spauracchio della destra, come il Front National, ai quali pochi credono, ma che è lì”.
In ogni caso, riferisce la corrispondente, questo non è un tema all’ordine del giorno, ora ci si concentra su la “loi travail“.

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