Continua anche oggi il presidio dei lavoratori della logistica ai cancelli della granarolo, dopo gli scontri di ieri con le forze dell’ordine. I lavoratori in presidio denunciano di essere stati aggrediti da altri addetti che non partecipavano al presidio.

E’ iniziata mesi fa la protesta dei facchini, che ha raggiunto ieri uno dei momenti più duri. Da nove mesi i lavoratori della logistica che attendevano il reintegro, come da accordo firmato in prefettura, aspettano di tornare a lavorare. Ieri i lavoratori in presidio davanti ai cancelli della Granarolo si sono scontrati contro le forze dell’ordine, che, denunciano i lavoratori, “hanno usato spray urticanti e manganelli contro i lavoratori. Un poliziotto ha sferrato un pugno ad un lavoratore in presidio” racconta ai nostri microfoni Simone, di SI Cobas.

Ma i manifestanti denunciano anche di essere stati aggrediti da altri lavoratori che non partecipavano al presidio. “I dirigenti della C.T.L. hanno inviato 5  lavoratori che non partecipavano ai presidi, a picchiare quanti presidiavano uno dei cancelli. Il tutto -dice Simone- davanti alle forze dell’ordine che sono rimaste ferme a guardare.”

“Oggi -spiega Simone- la Granarolo ha comprato una pagina sui quotidiani nazionali, per pubblicare una lettera aperta ai cittadini bolognesi, il che è di una gravità allucinante perchè dimostra che chi ha i soldi incide sulla vita di lavoratori e cittadini.

La protesta dei lavoratori nasce dal mancato rispetto degli accordi firmati in prefettura da tutte le parti coinvolte nella vertenza.  Intanto cI sono lavoratori che hanno perso la casa.

Non capisco come un’istituzione, il Prefetto, possa firmare un accordo, non rispettarlo e mandare le forze dell’ordine a picchiare i lavoratori. Questa è la domanda che io pongo alla gente” conclude Simone.

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