A Bologna di certo non mancano i locali dove ascoltare della buona musica dal vivo. Si va dai più grandi e famosi a livello nazionale e internazionale, alle location più tipiche della città, tra spazi dedicati alla musica jazz, ma anche al rockindiemetal e hard core.

Con la pubblicazione dell’ultimo Dpcm è stata, di fatto, azzerata l’operatività del settore dello spettacolo. Il premier Conte ha disposto – tra le altre cose – la sospensione degli “spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, attirando a sé forti critiche, in particolare dagli addetti del settore e dai sindacati.

Così oggi, venerdì 30 ottobre, si è tenuta una manifestazione nazionale dal nome “L’assenza spettacolare” indetta dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom in ogni capoluogo di regione. A Bologna l’appuntamento era in Piazza Roosevelt alle ore 10 ed ha coinvolto, nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid, tutti i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, con delegazioni in arrivo da ogni provincia della regione.

Noi di Radio Città Fujiko abbiamo deciso di aprire settimanalmente un’inchiesta sull’impatto che ha avuto la pandemia sul settore musicale, sui locali e sui promotori della musica dal vivo, dando voce ancora una volta a questo settore che merita la giusta attenzione e tutela da parte dello Stato.

Per il nostro primo appuntamento abbiamo contattato Giovanni Gandolfi, direttore artistico del Locomotiv Club di Bologna.

I provvedimenti presi dal Locomotiv Club

Il Locomotiv, in via Sebastiano Serlio 25, è un live club, un’etichetta discografica, un laboratorio video e studio di registrazione. È un punto di riferimento per tutta la comunità di Bologna e per chi ha voglia di esplorare nuovi linguaggi musicali. L’obiettivo che si prefigge questo locale è accrescere l’offerta culturale di Bologna organizzando e realizzando eventi musicali (festival e concerti), mostre ed attività di aggregazione sociale. Il locale è di discrete dimensioni, presentando un’unica sala ampia con un bancone adibito al bar all’entrata. Altro aspetto positivo è la sua accessibilità, dato che è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici grazie alle numerose linee vicine, o anche a piedi per coloro che provengono dalla stazione degli autobus o dei treni. Dall’apertura del Locomotiv, nel 2007, sono stati organizzati più di 500 concerti con artisti di varia fama e genere.

Durante questo periodo gravato dalle intemperanze derivate dalla pandemia, l’ingresso e la fruizione degli eventi culturali ha subito un drastico cambiamento che ha rivoluzionato il concetto di aggregazione che ha sempre caratterizzato il locale. Non cambia solamente la modalità di fruizione della musica dal vivo, ma anche la capienza: i posti sono necessariamente a sedere e il numero di partecipanti agli eventi è stato dimezzato.

Il 21 febbraio si è tenuto l’ultimo concerto, con la presenza dei Big Thief, dopodiché tutto è stato momentaneamente “congelato”. Successivamente, con il decreto di maggio che prevedeva la ripresa delle attività dal 15 giugno, il locale ha messo in atto tutte le normative vigenti per garantire la sicurezza e la salute del pubblico, degli artisti e dei lavoratori, mobilitandosi per organizzare una rassegna estiva all’aperto e il Festival “Tutto Molto Bello”.

Non è mancata la sperimentazione, infatti il Locomotiv Club ha preso parte al progetto “Viralissima” a cura della Regione Emilia Romagna, ospitando concerti a porte chiuse trasmessi per tutto luglio in streaming su LepidaTV. Dentro tutto questo c’è un universo sonoro che diventa, grazie al sostegno della Regione, segno di speranza, di ripartenza e del potere terapeutico della musica.

A seguito delle nuove disposizioni del DPCM firmato lo scorso 26 ottobre e del periodo di totale incertezza per il mondo dello spettacolo, è stata presa la decisione di annullare i live che erano stati precedentemente posticipati.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIOVANNI GANDOLFI:

Il mondo della cultura, della musica e dello spettacolo non è un settore “sacrificabile”. Radio Città Fujiko esprime la sua vicinanza e solidarietà verso tutti gli addetti allo spettacolo che da quasi un anno stanno affrontando a testa alta questo periodo precario e instabile.