Con il ritorno in zona gialla, sui giornali sono tornati i titoli e le foto contro la “movida”. Il Comune ha deciso di vietare la vendita di alcool a certi esercizi commerciali e transennare le piazze per evitare che soprattutto i giovani si ritrovassero la sera a distanza ravvicinata. Trovandosi le piazze chiuse, però, le persone si sono riversate nelle strade pedonalizzate. Per disperdere gli assembramenti sono arrivate numerose pattuglie delle forze dell’ordine ma, in ogni caso, la questione non sembra risolta.
L’incertezza dei piani vaccinali e l’arrivo delle varianti del virus, del resto, non delineano una prospettiva certa dell’uscita dalla pandemia e i prolungati sacrifici delle persone si stanno velocemente trasformando in insofferenza per ritmi di vita ridotti a casa e lavoro (o studio).

Locali aperti la sera, cosa ne pensano i bolognesi

Di fronte al problema degli assembramenti, che possono facilitare la diffusione del virus, in città si è aperto un dibattito sulla possibilità di riaprire i locali la sera. Giusto ieri l’assessore alla Sicurezza e al Commercio del Comune di Bologna, Alberto Aitini, ha appoggiato l’idea di lasciare bar e ristoranti aperti, in modo da diluire la concentrazione di persone. «L’obiettivo deve essere quello di garantire la socialità, ma in totale sicurezza», ha affermato l’assessore. In altre parole, i locali dovrebbero garantire il rispetto di tutte le norme anti-Covid.

Come vedono i bolognesi questa ipotesi? Come ogni settimana, il nostro Riccardo Platone è andato per le strade della città e, munito di doppia mascherina e stick per il microfono, è andato a sondare il parere di cittadine e cittadini.
In generale c’è una gran voglia di poter tornare ad uscire la sera, magari per cenare fuori con i propri partner o gli amici. E, tra gli intervistati, è spuntato anche un complottista…

ASCOLTA IL PARERE DEI BOLOGNESI:

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