Il prossimo 14 febbraio il mondo della scuola incrocerà le braccia. A proclamare lo sciopero è stato il coordinamento nazionale dei/lle precari/e della scuola, insieme ad alcuni sindacati di base, come Sgb.
A Bologna si terrà un presidio sotto l’Ufficio Scolastico Regionale, in via De’ Castagnoli e la parola chiave dell’agitazione è senza dubbio “stabilizzazione”.

Sciopero scuola: le ragioni della protesta

Al grido di “24000 non bastano“, i precari e le precarie della scuola sottolineano che le 24mila assunzioni attraverso il concorso straordinario proposto per stabilizzare il personale della scuola, prevede un concorso selettivo per un numero di posti molto inferiore rispetto ai numeri degli e delle insegnanti precari e rispetto al reale bisogno delle scuole. Come se non bastasse, il Miur continua a rimandare l’indizione di un concorso ordinario che, come conseguenza, ha la “creazione di nuovi gruppi di precari”.

Per il coordinamento, le modifiche operate dal governo sul sistema di reclutamento, ha modificato “le regole dividendo i lavoratori e le lavoratrici della scuola in gruppi diversi, creando competizione tra loro ed eliminando progressivamente ogni riconoscimento del lavoro svolto nel diritto all’assunzione”.
“È dal 2014 che non esiste un percorso di stabilizzazione – sottolinea ai nostri microfoni Silvia Casali del coordinamento – E i numeri sul fabbisogno delle scuole non tornano, perché nell’anno scolastico in corso ci sono già state 170mila supplenze”.

Le richieste delle persone precarie

Le rivendicazioni che verranno portate al presidio di venerdì, che comincerà alle 9.30, sono diverse. Da un lato si chiede di ricalcolare il numero di posti da mettere a concorso sulla base dell’effettivo fabbisogno, trasformando l’organico di fatto in organico di diritto. Sarebbe inoltre necessario riattivare un sistema di doppio canale di accesso che, a fianco a concorsi ordinari periodici e dignitosi, permetta la stabilizzazione a tutti/e coloro che hanno maturato almeno
tre anni di servizio.

Si chiede inoltre di dare la possibilità di svolgere le prove del concorso straordinario a coloro che, selezionati in base al punteggio della propria classe di concorso, hanno svolto almeno tre anni di servizio su posto di sostegno, ma anche di permettere a ciascun candidato di concorrere per tutte le classi di concorso per cui abbia i requisiti, sia per il concorso straordinario che per quello ordinario.

ASCOLTA L’INTERVISTA A SILVIA CASALI: