Per protestare contro l’assenza di risposte alla crisi del settore edilizio, i muratori disoccupati “costruiranno” il proprio diritto al lavoro alla Casa delle Associazioni di Casteldebole. La manutenzione degli edifici una possibile soluzione per il rilancio. 30mila gli edili rimasti senza occupazione in Emilia Romagna.

Sono ormai 5 anni che l’edizia subisce la crisi economica. Tra tutti i settori in difficoltà, quello edile è uno dei maggiormente colpiti. Quel che è peggio, però, è che da parte del governo e delle istituzioni non arrivano risposte per rilanciare l’occupazione.
Per questo domattina a partire dalle ore 9,30 i lavoratori disoccupati e cassintegrati del settore si recheranno in via Galeazza a Bologna (Casteldebole), presso la Casa delle Associazioni, ed eserciteranno il diritto costituzionalmente riconosciuto al lavoro, con uno sciopero a rovescio. Con questa iniziativa, a cui ne seguiranno delle altre a livello regionale, si intende dimostrare nei fatti che il lavoro da fare c’è, che i lavoratori disponibili ci sono e vogliono essere parte attiva, che le risorse ci sono perché la grande maggioranza dei comuni e delle amministrazioni locali dell’Emilia Romagna hanno disponibilità finanziarie che potrebbero essere utilmente impiegate.

Fillea, Filca e Feneal dell’Emilia Romagna chiedono di avviare, senza più rinvii, un programma generalizzato di manutenzione dell’edilizia pubblica e delle infrastrutture accompagnato da un programma di manutenzione e messa in sicurezza del territorio. “Se questo significa forzare il Patto di Stabilità – si legge in una nota congiunta – chiediamo ai nostri amministratori un atto di assunzione di responsabilità rispetto alla drammatica situazione sociale che si sta determinando nel nostro territorio che, se protratta ulteriormente, non potrà non avere delle ripercussioni gravissime e non tutte prevedibili”.