L’Istituto Parri di Bologna compie gli anni, tocca quota 60 e fa festa con Lodo e Bebo de Lo Stato Sociale. «Sessant’anni di storia sono un bel traguardo, soprattutto quando a compierli è un Istituto che la storia la studia, la racconta e la promuove anche come veicolo di cittadinanza attiva», dice lo stesso Istituto che si sente «uno splendido sessantenne» in attesa di festeggiare con diversi appuntamenti, tutti speciali». Inoltre, riparte la campagna per associarsi o rinnovare la tessera dell’Istituto che vive anche grazie al sostegno dei suoi soci e di tutta la comunità.

La storia e il presente: la festa per i 60 anni dell’Istituto Parri

I festeggiamenti si snoderanno nell’anno: iniziative, eventi, mostre, convegni. «Abbiamo grandi programmi per continuare a perseguire uno degli obiettivi che ci stanno caratterizzando: l’aprirsi sempre più a Bologna e a tutto il territorio metropolitano. Il Parri è un patrimonio a disposizione di tutti e il gruppo di lavoro che opera è costituito da persone esperte e appassionate», afferma il presidente Virginio Merola, ex sindaco di Bologna e oggi anche parlamentare Pd.

Si comincia venerdì 20 gennaio nella sala del Refettorio dell’Istituto, in via Sant’Isaia 20: festa del tesseramento con ospiti speciali: Lodo Guenzi e Bebo Guidetti de Lo Stato Sociale che parteciperanno all’aperitivo delle 18.30 e chiacchiereranno sul ruolo della storia e di luoghi come il Parri assieme a Merola.
«All’Istituto Parri andremo da appassionati di storia, di esseri umani, di cosa vuol dire abitare i luoghi e domandandoci se questi luoghi e queste storie siano di chi le possiede, le guida o di chi le crea restando assieme, ogni giorno», dice Bebo uno dei componenti della band che in questi anni si è contraddistinta anche per l’interesse e la partecipazione attiva alla storia di Bologna e ai suoi anniversari più importanti come quello del 2 agosto 1980.
Nella serata, ci sarà anche spazio alla musica con dj set Resistent a cura di Ms Godbaby e The Soul Intruder.

La presenza dei due musicisti non è casuale. Ormai da tempo, infatti, il Parri sperimenta modalità nuove di divulgazione, innova i linguaggi e affronta temi che possano incontrare l’interesse anche delle nuove generazioni.
«Fare storia divertendosi o comunque in una forma comunicativa gradevole – precisa ai nostri microfoni Luisa Cigognetti, storica del Parri – non significa che non sia una scienza e non debba seguire delle regole precise. Siamo consapevoli del fatto che lavorare rigorosamente sia fondamentale, anche mettendo in guardia rispetto a deviazioni, fake e altre storture dell’uso pubblico sbagliato della storia».

Tra fine gennaio e inizio febbraio il Parri disseminerà la storia in città con l’affissione, negli appositi spazi comunali, di centinaia di manifesti dedicati alle sue sei decadi. Il Parri viene fondato a Bologna nel 1963 per non disperdere gli archivi e la memoria della Resistenza, fornendo un luogo di raccolta dove far confluire i documenti prodotti dal movimento partigiano.
I fondatori sono cinque protagonisti della lotta di Liberazione emiliano-romagnola: Ettore Trombetti, Giovanni Bottonelli, Giuseppe Nucci, Giovanni Vignali ed Ena Frazzoni, unica donna del gruppo. Tutti i documenti sono ancora custoditi negli archivi dell’istituto che da allora sono cresciuti e oggi spaziano dal fascismo agli anni ’80, ripercorrendo tutta la storia cittadina, metropolitana e italiana del ‘900.
Il Parri oggi è una biblioteca, un centro studi, un archivio multimediale, un’agenzia didattica, un centro culturale di divulgazione e di produzione della storia, e fa parte della rete nazionale degli istituti storici.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUISA CIGOGNETTI:

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