Link Bologna – Studenti Indipendenti in presidio davanti al Rettorato oggi pomeriggio al grido di “Facciamoci spazio”, manifestazione di protesta contro la chiusura degli spazi studenteschi.
Dallo scoppio della pandemia di Covid-19 in avanti, infatti, l’associazione denuncia che gli spazi riservati agli studenti sono minacciati da un’Università che vuole abbassare loro la voce, sottraendo, assieme allo spazio concreto, anche la possibilità di sviluppo di posizioni politico-sociali.

Link Bologna: la protesta per gli spazi studenteschi

Avvisi di sfratto e cambi di serratura, uniti alle promesse di un dialogo non mantenute dall’Ateneo, hanno mosso gli studenti alla contestazione nei confronti di quella che loro ritengono “una presa di posizione inaccettabile volta ad eliminare partecipazione e aggregazione”. Al contrario, Link chiede soluzioni stabili e durature, non compromessi che puntino ad inficiare “il potenziale politico e aggregativo delle singole associazioni”, privandole di quei luoghi “che avevano contribuito a creare momenti collettivi di formazione e attivazione”.

Uno spazio che corre il pericolo di essere chiuso è la Consultoria Studentesca Autogestita – la MALAconsilia, prima esperienza universitaria di uno sportello autogestito contro le discriminazioni e le violenze di genere, istituita solamente lo scorso anno e ora in bilico. Di qualche giorno fa, infatti, l’avviso di sfratto da parte dell’Università, al quale associazioni, gruppi e collettivi hanno risposto giovedì scorso ai giardini di Filippo Re, primo assaggio di una protesta che non si ferma è continuata oggi.

Dopo una lettera al Rettore e assemblee, Link non più disposta a giungere a mediazioni a ribasso e incalza l’Unibo, chiedendo di prorogare le assegnazioni con l’obiettivo di proteggere così una Bologna che “può rimanere la stessa solamente sostenendo le attività studentesche, che sono la ricchezza culturale e politica del nostro ateneo e della nostra città”.

Rosarianna Romano

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