Ieri il Senato ha approvato all’unanimità e in via definitiva, il disegno di legge per la promozione e il sostegno alla lettura. Un ddl che era fermo in Commissione dallo scorso luglio e su cui si sono registrate forte pressioni da parte delle lobby dei grandi editori. La legge contiene novità sia per quanto riguarda le iniziative di promozione della lettura, sia per quanto riguarda la scontistica applicabile sul prezzo di copertina. Quest’ultima è una misura che potrebbe aiutare le piccole librerie indipendenti.

Libro: le misure della nuova legge

Il ddl approvato dal Senato va a sostituire e correggere la legge del 2011 che porta il nome di Ricardo Franco Levi. Oltre all’attività parlamentare, Levi è anche il presidente dell’Associazione Italiana Editori e la legge che porta il suo nome è stata al centro di non poche polemiche, ma anche della richiesta di modifiche da parte dei librai.
“Sono due le principali misure della nuova legge – sintetizza ai nostri microfoni Franco Di Battista, giornalista e libraio – da un lato una limitazione della scontistica sui libri, dall’altro le misure per la promozione della lettura”.

Gli sconti verranno fortemente limitati – spiega Di Battista – Non ci sarà più il tetto del 15%, che si abbassa al 5%, e anche le campagne di sconto mensili, che attualmente sono al 25% su tutto il catalogo di un editore, verranno limitate. Ci sono anche regole stringenti sulla quantità di libri e cataloghi che possono essere messe in sconto anche una volta l’anno”.
Questa misura, in particolare, è oggetto di richieste negli ultimi sei anni dal comparto delle librerie e riallinea l’Italia alle politiche di Paesi europei di Francia e Germania, in cui queste regole vigono già da tempo.

Gli sconti non hanno aumentato il numero dei lettori

La domanda che sorge dalla prospettiva dei lettori riguarda i possibili effetti che una diminuzione degli sconti potrebbe provocare sul già esiguo numero di lettori italiani. Mentre in Francia e Germania, dove c’è un limite agli sconti, il tasso di persone che leggono almeno un libro all’anno si attesta sull’80%, in Italia la quota scende alla metà.
“In realtà la precedente legge Levi non ha prodotto un incremento dei lettori – osserva Di Battista – ma lo sconto è stato utilizzato dagli editori come strumento di marketing per fare uscire una novità con già un prezzo scontato, unica merce a presentare una situazione di questo tipo”.

La possibilità di fare sconti consistenti, dunque, è stato il cavallo di battaglia dei grandi editori italiani, ma non ha inciso sul pubblico. Quello che si auspica la nuova legge possa produrre, invece, è un abbassamento del prezzo di copertina, senza che ciò venga rivenduto come sconto.

La misura sulla promozione della lettura

L’altra misura riguarda la promozione della lettura, che però è oggetto di critiche e poca fiducia sulla sua reale efficacia. “C’è uno stanziamento, o meglio un reidirizzamento del Ministero della Cultura e di quello dell’Istruzione – spiega il libraio – a favore delle librerie indipendenti, in particolare 10 milioni di euro l’anno per i prossimi tre anni, che finanzieranno un piano nazionale per la promozione della lettura e forniranno incentivi fiscali per le librerie”.

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