È stata una sorpresa amara quella che attiviste e attivisti del Tpo si sono trovati questa mattina davanti al cancello della sede di via Casarini, dove il centro sociale ha sede dal 2007. Nella notte qualcuno ha portato una pila di libri e li ha incendiati.
“Il cancello è di ferro, quindi non sono stati creati grandi danni”, racconta ai nostri microfoni Domenico Mucignat, una delle anime storiche del Tpo.

Tpo: “Un’intimidazione perché dà fastidio la nostra solidarietà”

Fare solidarietà, costruire mutuo soccorso nella crisi non piace a tutti – commenta il centro sociale in un post su Facebook – Leggiamo questo gesto come un tentativo di intimidazione”.
Il centro sociale legge quanto avvenuto come un attacco contro la sua storia e soprattutto “un vile gesto rivolto contro l’azione di solidarietà che a 360° ha riguardato il Tpo da quando è partita l’emergenza Covid-19. Mentre noi stiamo portando i libri nelle case dei bambini e dei ragazzi del quartiere a qualcuno è venuto in mente di venire a bruciare libri davanti al Tpo”.

Il gesto stesso di bruciare libri, rimarca il Tpo, è un’azione da stupidi e da fascisti. “Forse a qualcuno non piace che nessuno rimanga indietro – continua il post – forse qualcuno preferirebbe un prima gli italiani, oppure a qualcuno non piace che nella crisi ci si dia una mano a vicenda”.
Ma quanto accaduto convince ancora di più attiviste e attivisti a proseguire sulla strada intrapresa che, solo durante l’emergenza coronavirus, ha portato alla creazione delle Brigate del Mutuo Soccorso che portano aiuti a chi sta subendo di più gli effetti della crisi.

ASCOLTA L’INTERVISTA A DOMENICO MUCIGNAT: