La discontinuità annunciata dal governo in tema di politiche migratorie deve essere una “discontinuità creativa”, dal momento che, allo stato attuale, i decreti Salvini non sono stati modificati, ma soprattutto il nostro Paese sta per rinnovare il memorandum con la Libia, siglato nel 2017 dal premiere Paolo Gentiloni per volontà dell’ex ministro degli Interni Marco Minniti, e al centro delle polemiche per i respingimenti che produce in mare e per la detenzione in veri e propri lager cui costringe i migranti.
Per scongiurare che questo imminente rinnovo avvenga, la campagna Io Accolgo, composta da Arci, Asgi e molte altre associazioni della società civile, ha promosso un mailbombing nei confronti del governo.

Libia, il governo tira dritto

Il governo italiano ha annunciato che il memorandum con la Libia, firmato nel 2017 d’allora presidente del Consiglio Gentiloni e mai ratificato dal Parlamento, sarà rinnovato senza modifiche. Le ragioni di questa scelta risiederebbero nel fatto che è impossibile aprire una trattativa con un “governo che non risponde”, come se non si fosse consapevoli che in Libia si sta combattendo una guerra civile e che non ci sono interlocutori istituzionali credibili con cui aprire una trattativa.

“Quel memorandum ha prodotto crimini contro l’umanità – osserva ai nostri microfoni Filippo Miraglia di Arci Immigrazione – Dai respingimenti per procura, ai centri di detenzione dove le persone vengono incarcerate, torturate, uccise, stuprate e ricattate”. Violenze che sono testimoniate non solo dai superstiti, ma da report delle Agenzie Onu, da inchieste giornalistiche e resoconti di associazioni indipendenti.
Per Miraglia, il memorandum ha avuto un impatto negativo anche per il difficile processo di pace in Libia, dal momento che ha rafforzato le milizie di una parte in conflitto, fornendo loro armi, motovedette, formazione e denaro, ma soprattutto dando l’arma del ricatto verso l’Europa, che sono i migranti tenuti in ostaggio.

Il mailbombing verso il governo

Per Arci e per tutti gli aderenti alla campagna Io Accolgo, quel memorandum andrebbe cancellato, anche perché ha fallito gli obiettivi, dichiarati dallo stesso ex-ministro Minniti, di politica interna italiana. “Si diceva che era stato approvato per sottrarre spazio alla Lega – ricorda Miraglia – ora la Lega ha più spazio di allora e occorrerebbe chiudere quella stagione cancellando il memorandum”.

Per impedire il rinnovo, Io Accolgo ha promosso un mailbombing agli indirizzi di posta elettronica di Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio, rispettivamente ministri degli Interni e degli Esteri.
“Basta copiare il testo che abbiamo fornito, inserire l’oggetto (Il memorandum con la Libia va cancellato) inserire i loro indirizzi (caposegreteria.ministro@interno.it e dimaio_luigi@camera.it) e quello della nostra segreteria (segreteria@ioaccolgo.it) in modo che potremo tenerne traccia, firmarlo in fondo con il vostro nome e inviarlo”, si legge sul sito della campagna.

Ecco il testo del messaggio: “Egregio ministro,
Le scrivo personalmente per esprimere il mio dissenso in merito al rinnovo del memorandum con la Libia, firmato nel 2017 e mai ratificato dal Parlamento. Da quanto si apprende il vostro Governo intende rinnovare quegli accordi senza modifiche.
Il 2 febbraio, quindi, il Memorandum verrà automaticamente rinnovato, nonostante gli impegni a modificarlo assunti da voi circa tre mesi fa. Si continuerà, dunque, a finanziare la guardia costiera lzoler fermare – perché riporti i migranti in fuga nei lager dove sono sottoposti a ogni tipo di tortura e dove si può morire a causa dei bombardamenti.

Sono convinto che l’unica scelta “umana” da compiere subito sarebbe quella di svuotare i lager e trasferire chi vi è trattenuto e non rinnovare gli accordi che hanno causato solo sofferenza e problemi per migliaia di persone. Le chiedo dunque, così come sostenuto dalla campagna IOACCOLGO, di procedere al più presto a evacuare di tutti i migranti trattenuti nei centri libici, all’apertura di corridoi umanitari europei, ristabilire un’operazione efficace di soccorso in mare, ripristinare in Italia e in Europa un sistema di accoglienza che punti ad una integrazione vera nel rispetto dei diritti umani fondamentali, a cominciare dal diritto alla vita“.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FILIPPO MIRAGLIA: