A tutti coloro che lavorano nel Comparto dello Spettacolo dal Vivo in Italia, artisti, maestranze e professionisti di tutti i settori ad esso legati.

Come tutti sappiamo la corrente situazione di emergenza sanitaria, ci sta mettendo in ginocchio più di quanto non lo fossimo già.
Non siamo soli: in queste ore, infatti, la nostra situazione viene portata all’attenzione del Parlamento dai Sindacati e dalle Associazioni del settore, ma anche noi dobbiamo agire.
Questo momento di crisi ci deve spingere a dimostrare che possiamo essere un gruppo forte, coeso e con obiettivi comuni. A tale scopo vi inviamo una lettera indirizzata alle più alte cariche dello Stato e vi chiediamo di mandarla a vostra volta alla Presidenza della Repubblica. Facciamo vedere quanto è grande il Popolo della Cultura in Italia!
Anche se il nostro lavoro spesso ci porta all’individualismo, siamo tantissimi e se davvero tutti facciamo questo piccolo gesto simbolico, diventiamo il Mare.
Richiederà solo qualche minuto e alcuni semplici passaggi da fare on line sul vostro pc e o smartphone:
1. andate su questo link https://servizi.quirinale.it/webmail/
2. compilate i campi obbligatori con i vostri dati e la vostra mail
3. scrivete come oggetto: A tutela dell’articolo 9 della Costituzione Italiana.
4. copiate il testo di seguito e incollatelo come testo della lettera mettendo in fondo il vostro NOME, COGNOME categoria professionale, tipologia di scrittura (libero professionista/tempo determinato/indetermonato,…)
5. cliccate su invia
6. Ricevete una mail con un link per confermare l’invio.

Fate girare questo post, parlatene ai vostri colleghi e assicuratevi che tutti applichino.
IMPORTANTE: Questa piccola azione oggi è un contributo per risolvere la nostra condizione attuale, ma se cominciamo ad essere uniti e ad agire, può diventare soprattutto un’opportunità, l’inizio di un cambiamento concreto del sistema cultura che solo noi tutti possiamo innescare!
Grazie

Lettera da copiare e incollare:

Egr. Presidente della Repubblica
On. SERGIO MATTARELLA
Egr. Presidente del Consiglio dei Ministri
On. GIUSEPPE CONTE
Egr. Ministro per i Beni e le Attività Culturali
On. DARIO FRANCESCHINI

Siamo Lavoratori del comparto Spettacolo dal Vivo, siamo Cittadini italiani.
L’attuale stato di emergenza sanitaria nazionale sta mettendo in ginocchio l’intero settore dello Spettacolo dal Vivo già duramente provato dalla precarietà, dalle criticità del sistema culturale nazionale e dall’insufficienza e inaffidabilità delle risorse.
Purtroppo, in seguito alle recenti disposizioni funzionali alla massima tutela dei cittadini, i Teatri sospendono ogni attività o nel migliore dei casi sono deserti, situazione che potrebbe protrarsi per lungo periodo. Parliamo di centinaia di grandi, medie, piccole imprese e attività professionali completamente bloccate che subiscono enormi danni economici non meno che in altri settori (per i quali invece sono presi provvedimenti a sostegno). Le Imprese culturali non possono più sostenere i costi, vista l’incertezza sulla futura programmazione, i contratti saltano e i singoli lavoratori ne pagano le più dure conseguenze innescando così un circolo vizioso che contribuisce all’affossamento del sistema economico nazionale. Ma soprattutto non dimentichiamo che stiamo parlando di Persone, di Cittadini italiani che non sono diversi dagli altri, di intere famiglie in ginocchio che non vivono di “aria e arte”.
Quelli di noi che vengono assunti con contratto a termine e i liberi professionisti a partita iva, subiscono il danno più rilevante: quasi la totalità dei contratti contiene la clausola sulla “calamità naturale” in cui rientra l’attuale situazione e per cui non si ha diritto ad alcun compenso, non si ha più la possibilità di trovare altro lavoro nel periodo fissato per le tournee saltate, le spese di viaggio e soggiorno che abbiamo anticipato non ci verranno mai rimborsate e cosa succederebbe se l’attuale situazione dovesse protrarsi oltre?
Artisti e Maestranze di alta professionalità che il mondo ci invidia, già avviliti dal sistema culturale nazionale, non possono essere considerati cittadini di serie B.
Noi non ci siamo mai tirati indietro dal fare la nostra parte: veniamo spesso sottopagati e con ritardi intollerabili ma noi paghiamo le tasse, siamo comunemente considerati in modo denigratorio “gente che si diverte” ma facciamo con stoica convinzione lavori in cui ci doniamo completamente agli altri, investiamo tutta la vita per accrescere le nostre competenze professionali al solo scopo di poi regalarle nella certezza che ciò nutra le anime e le coscienze di tutti. Questo è un patrimonio che l’Italia non dovrebbe perdere.
Sulla cultura la Nostra Nazione si fonda, si identifica e ne è universalmente rappresentata, abbatterne il settore sarebbe un danno incalcolabile.
Chiediamo pertanto alle Istituzioni che vengano individuati strumenti e soluzioni a supporto dei cittadini professionisti dello spettacolo e a sostegno dell’intero.

Sullo stesso argomento: https://www.radiocittafujiko.it/vivere-e-non-lavorare-ai-tempi-del-coronavirus/