Una legge di bilancio socialmente iniqua, che penalizza lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, che alimenta il lavoro povero e precario, premia gli evasori e costruisce un fisco ingiusto. È con queste argomentazioni che Cgil e Uil hanno proclamato lo sciopero generale, che si svolgerà venerdì prossimo, 16 dicembre. A sfilarsi, come è successo spesso, è invece la Cisl, che nei confronti del governo Meloni non ha voluto consumare la rottura.
In Emilia-Romagna manifestazioni in ogni città. A Bologna il concentramento è previsto in piazza Lucio Dalla.

Lo sciopero generale contro la legge di bilancio

«La legge di bilancio fa l’esatto contrario di quello che occorrerebbe nel Paese e alle persone che noi rappresentiamo», afferma Massimo Bussandri, segretario della Cgil dell’Emilia-Romagna.
Sono diversi i punti che Cgil e Uil prendono di mira della manovra del governo Meloni. A partite dal cuneo fiscale di un punto, del tutto insufficiente a coprire l’inflazione galoppante che sta erodendo il potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori. Un altro punto di ferma contrarietà è la flat tax al lavoro autonomo, in un Paese in cui lavoratori e pensionati sostengono l’80% del gravame fiscale. «A parità di reddito un lavoratore e un pensionato pagano il doppio di tasse di un lavoratore autonomo o di un imprenditore», constata Bussandri.

Sulle pensioni è contestatissima la norma che “ingrippa” il meccanismo di rivalutazione, ma anche il passo fatto verso il ritorno della riforma Fornero. Allo stesso modo la diminuzione programmata delle risorse per il sistema sanitario, che quest’anno registrano solo aumenti nominali per assorbire il caro energia, dimostra che il governo non ha appreso la lezione della pandemia.
E poi ancora: sdegno per la diminuzione del reddito di cittadinanza e per la reintroduzione dei voucher in agricoltura, nel turismo e nei servizi.
Infine i sindacati contestano i condoni e la rottamazione delle cartelle fiscali, che premiano i furbetti e gli evasori e penalizzano, come al solito, i lavoratori onesti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MASSIMO BUSSANDRI:

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