Dopo la richiesta ai membri del Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna di un impegno concreto per fermare il consumo di suolo, Legambiente si rivolge ai cittadini: una raccolta di firme e l’invio di cartoline in Regione per ottenere un provvedimento entro fine mandato.

Un’avanzata continua del cemento, un ritmo di urbanizzazione che negli ultimi 30 anni, in Emilia Romagna, è di oltre 8 ettari al giorno. Per invertire questo trend, o quantomeno porvi un freno, Legambiente lancia una campagna di mobilitazione diretta alla Regione.  
 
Nei giorni scorsi l’associazione ha inoltrato una richiesta ufficiale al Consiglio regionale e al Presidente Errani chiedendo un provvedimento per fermare il consumo di suolo, sollecitando le forze politiche alla formazione di uno schieramento trasversale che si impegni in questo obiettivo.
Ai consiglieri è stato chiesto di sottoscrivere un documento, articolato in sei punti principali, da inserire nella normativa sulla pianificazione territoriale. Alcuni principi della proposta sono: ridimensionare le previsioni dei piani urbanistici attualmente vigenti, penalizzare il consumo di suolo vergine e favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente.
 
Ora Legambiente chiede di far sentire la propria voce a tutti i cittadini: da oggi, infatti, nei circoli e nei banchetti sarà possibile firmare la petizione. Una raccolta di firme a cui si aggiunge l’invio di cartoline dirette ai consiglieri, al fine di fare pressione e spingere la Regione a frenare l’emorragia di campagna in Emilia-Romagna.
 
Sarà inoltre possibile firmare presso alcuni negozi ed esercizi pubblici che supportano l’iniziativa. A Bologna hanno già aderito Alce Nero – Berberè, ExAequo – Bottega del mondo e Circolo Arci Spazio in due. Oppure collegandosi online alla pagina: http://www.legambiente.emiliaromagna.it/stopalcemento/petizione/
 
Andrea Perolino