Giovedì prossimo, 14 novembre, la Lega terrà a Bologna la propria manifestazione di apertura della campagna elettorale per le regionali del prossimo 26 gennaio. Al PalaDozza, che finora non ha mai ospitato un’iniziativa della destra, arriveranno la candidata Lucia Borgonzoni e ovviamente il leader nazionale Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha fatto sapere di avere in calendario 80 presenze in regione. Sempre nei giorni scorsi è trapelato come il partito abbia caldamente invitato i militanti lombardi a partecipare all’evento bolognese, allo scopo di riuscire a riempire il palazzetto.
Fuori, però, ci saranno ben due contromanifestazioni che testimonieranno l’opposizione della cittadinanza alla presenza leghista. Entrambe, infatti, non annoverano tra gli organizzatori alcun partito politico.

14N Bologna non si Lega

I movimenti sociali si daranno appuntamento in piazza San Francesco alle 18.00. Ad organizzare l’iniziativa sono Tpo, Làbas, Cua, Vag61, Xm24, Staffetta, Noi Restiamo e Saperi Naviganti, che sottolineano anche la vicinanza del meeting leghista ad uno dei luoghi simbolo della resistenza partigiana a Bologna, Porta Lame. Per questo “non permetteremo che il PalaDozza, luogo delle passioni di questa città, diventi lo spazio dove il peggio della destra omotransfobica, neofascista, sovranista, sessista, si ritrovi per avviare la sua campagna di odio e di paura”, spiegano gli organizzatori.

Non è ovviamente la prima volta che gli spazi sociali bolognesi scendono in strada contro la presenza dell’estrema destra in città. Una massiccia presenza ha animato negli anni scorsi le manifestazioni contro i comizi neofascisti in città, ma anche l’opposizione alle scorribande di Salvini hanno un precedente.
L’8 ottobre del 2015, infatti, piazza Maggiore fu concessa al leader leghista per un proprio comizio. In quella giornata tutto il centro cittadino fu blindato da un impressionante dispiegamento di forze dell’ordine fino a crearne una zona rossa. Movimenti e centri sociali diedero vita a manifestazioni e tentarono di forzare i blocchi, misurandosi anche con la repressione delle forze dell’ordine, in particolare sul ponte di via Stalingrado.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CRISTOPHER DI LÀBAS:

Lega a Bologna, seimila sardine in piazza Maggiore

Di diverso tenore, ma comunque in opposizione alla Lega, è il flash mob organizzato per le 20.30 in piazza Maggiore. “6000 sardine contro Salvini” è il titolo dell’iniziativa, che dagli organizzatori viene motivato così: “L’ultima volta che Salvini è venuto a Bologna ha dichiarato che in Piazza Maggiore c’erano 100.000 persone a sostenerlo. Una bufala colossale (saranno stati si e no 10.000) che però è in linea con lo stile della Lega di costruire consensi a partire dalla pancia e dalle bugie”.
Questa volta, sottolineano gli organizzatori, Salvini non può barare perché la capienza massima del PalaDozza è di 5570 persone. La prova di forza, o meglio: di capienza è quella di portare almeno seimila persone in piazza, in particolare sul Crescentone di piazza Maggiore.
Quello è infatti il numero di persone che quel grande rialzo può portare se le persone si stringono, appunto, come sardine.

In questi giorni l’evento Facebook dell’iniziativa ha visto un picco di adesioni, che non si limitano a garantire la propria presenza ma si traducono anche in creatività. Sulla pagina dell’iniziativa, infatti, si moltiplicano le foto di persone che hanno realizzato maschere, cartelli e altri oggetti a forma di pesce per realizzare quella che gli organizzatori hanno definito ironicamente “la prima rivoluzione ittica della storia”.
“Fino a questo momento abbiamo quadruplicato le adesioni su Facebook rispetto a quelle della Lega e senza spendere un soldo, mentre loro avranno speso almeno 4-500 euro di sponsorizzazioni – osserva ai nostri microfoni Mattia Fontanella, uno degli organizzatori – Vogliamo dare un segnale di unità e mandare un messaggio che parli alla testa e non alla pancia”.

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