L’uscita dell’emendamento 33-bis che introduce “misure urgenti per la definizione delle funzioni e del ruolo degli educatori socio pedagogici nei presidi socio sanitari e della salute” ha avviato una discussione molto animata nella categoria e riacceso il dibattito attorno all’irrisolta dicotomia tra pedagogico e sanitario.

C’è chi, come sindacati e centrali cooperative, l’ha accolto come opportuno e necessario (anche per la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro) e ne chiede la rapida applicazione e chi la ritiene un’inaccettabile intrusione di una figura “estranea” (pedagogica) in un ambito già presidiato da un profilo (sanitario) che svolge le medesime funzioni.

“… si tratta di una grave sovrapposizione di una professione non sanitaria a funzioni già in capo a una professione socio sanitaria già regolamentata e normata, inquadrata nella rete ordinistica!…” queste le parole, durissime, di Anep (Associazione Nazionale Educatori Professionali) in risposta al 33-bis.

“… un passaggio importante ed indispensabile nel definire l’attività degli educatori professionali socio pedagogici e, soprattutto, per garantire concretamente l’integrazione socio sanitaria…”, la posizione dell’Alleanza delle Cooperative.

Abbiamo chiesto alla senatrice Vanna Iori, promotrice della Legge 205/17 e firmataria (insieme ad altri parlamentari) dell’emendamento 33-bis, di farci un po’ di chiarezza. Con lei, tra l’altro, abbiamo parlato anche di titoli, di riconoscimento contrattuale e di internalizzazione dei servizi.