Tra le tante iniziative di convivialità che hanno dovuto cedere il passo alle restrizioni dettate dal coronavirus c’è anche il Gran Festival Internazionale della Zuppa dell’associazione Oltre, che ogni anno dà vita ad una festa di strada dove le persone cucinano e assaggiano insieme.
In attesa di poter tornare ad organizzare l’evento, gli organizzatori, insieme a quelli degli omologhi festival di Lille, Parigi e Berlino con cui sono in collegamento, lanciano “Le Zuppe degli Altri”, un modo alternativo per “tenere accese le fiammelle”.

Zuppe degli Altri: la call culinaria

“Per questo 2020 possiamo dimenticare i grandi ‘assembramenti’, parola con cui il linguaggio ufficiale definisce la convivialità – si legge nell’evento Facebook creato dai zuppanti bolognesi – Ma gli ingredienti più importanti dei Festival internazionali della Zuppa in Europa sono proprio la convivialità e l’arte di strada. Allora, che si fa se non possiamo cucinare e gustare le zuppe tutti insieme? Niente paura, da Bologna, Parigi, Berlino e Lille, abbiamo trovato un modo per condividerle!”.

A tutte e tutti coloro che intendono partecipare si chiede di girare una breve video ricetta o fotografare le fasi di preparazione della propria zuppa, scegliere un nome e trascrivere la ricetta.
Il materiale deve essere inviato a festivalzuppa@gmail.com oppure tramite Telegram, iscrivendosi al gruppo Le Zuppe degli Altri (t.me/lezuppedeglialtri). Ogni settimana gli organizzatori pubblicheranno le ricette sui loro canali social, condividendole con zuppanti di tutta Europa.
Le ricette più belle e buone verranno selezionate per la pubblicazione di un ricettario di Zuppe in Quarantena Times curato dai Festival Internazionali della Zuppa di Bologna, Lille, Parigi e Berlino.

Le metafore della zuppa

“Quest’anno il Festival internazionale della Zuppa di Lille avrebbe compiuto vent’anni e quello di Berlino dieci anni”, racconta ai nostri microfoni Lydia Buchner dell’associazione Oltre. Attorno alla zuppa è infatti nata una rete di festival internazionali a livello europeo. Ogni anno in alcune città europee numerosi “zuppanti” si sfidano a suon di mestoli in spazio pubblici accompagnati da artisti di strada. Una grande festa popolare che coinvolge tutte e tutti intorno alla zuppa, piatto povero presente in tutte le culture gastronomiche.

“Per noi la zuppa è sempre stata una metafora di tante cose – osserva Buchner – Significa convivialità, stare insieme, cucinare insieme, ma anche mescolanza, meticciato, perché nella zuppa finiscono tanti ingredienti diversi che convivono mantenendo la propria identità”.
L’iniziativa attuale è un modo per tenere in allenamento le persone, ma l’obiettivo degli organizzatori rimane quello di tornare nelle strade, dove si realizza la vera convivialità.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LYDIA BUCHNER: